In un’epoca dominata dalla frenesia del successo e dal timore costante di restare indietro, il nuovo progetto discografico di Giulia Vestri dal titolo “E NON È TARDI”, in uscita su tutte le piattaforme digitali
In un’epoca dominata dalla frenesia del successo e dal timore costante di restare indietro, il nuovo progetto discografico di Giulia Vestri dal titolo “E NON È TARDI”, in uscita su tutte le piattaforme digitali per MusicantieRecords (distr. Believe Digital) e realizzato con il contributo di NUOVOIMAIE, si propone come un atto di resistenza culturale. Piuttosto che inseguire il “tutto e subito”, la musica rivendica il diritto alla riflessione, alla calma e alla giusta misura, invitando l’ascoltatore a osservare le crepe del mondo contemporaneo non come una fine, ma come spazi fertili da riempire con nuova poesia. C’è ancora tempo per l’autenticità.
L’album è un viaggio di consapevolezza che attraversa i grandi contrasti della modernità, raccontati attraverso i pensieri più intimi nati durante la scrittura dei testi:
– Il senso della vita e il distacco: tra la logica quotidiana e il bisogno primario di emozionarsi (“La vita è un compromesso fra la gioia e la ragione” da Il più che si fa meno), fino alla scelta di guardare con serena e coraggiosa ironia persino il mistero della fine (“E morire è un trasloco con o senza un Dio in gioco” da Orizzonte laconico).
– La coscienza sociale e virtuale: Un forte richiamo etico che mette a specchio le nostre libertà con i diritti umani calpestati nel mondo (“Io so che ho dei diritti io so che ho dei doveri” da Io posso – I Can), unito alla denuncia di un isolamento tecnologico che ci rende sempre più distanti (“Mi sembra che il mondo abbia perso lo sguardo” da Un eterna confusione).
La risposta e la resistenza: davanti a questo smarrimento, l’album risponde con un inno alla vita vissuta sul campo e senza filtri (“Questa canzone la canto per chi sorride prima del pianto” da Viviamo allora) e con la scelta di usare la creatività come scudo e protezione (“E se il mondo va in confusione / Io divento un’invenzione” da Resisto).
Il cerchio si chiude con la title-track “E NON È TARDI”, che lancia una provocazione sulle logiche di un mercato discografico che riduce l’arte a un semplice ingranaggio meccanico (“Dimmi perché una canzone si deve chiamare pezzo / Che sembra l’ingranaggio di una moto o un diamante grezzo”). L’album si fa così custode di quel “diamante grezzo”: un flusso di emozioni puro e autentico che difende, oggi più che mai, la bellezza della verità e della poesia.
Scopri il disco: https://bfan.link/e-non-e-tardi

