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Invalsi: ridotta la dispersione scolastica, peggiora la matematica nella primaria. Bene inglese e digitale

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Presentato oggi il Rapporto Nazionale INVALSI 2026 presso l’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati

Quest’anno le prove hanno coinvolto circa 11.400 scuole per un totale di oltre 800.000 alunne e alunni della scuola primaria (classe II e classe V), circa 520.000 allieve e allievi della scuola secondaria di primo grado (classe III) e oltre 1 milione di studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado (classe II e ultimo anno).

I risultati Invalsi 2026

Le rilevazioni INVALSI 2026 hanno evidenziato che la riduzione della dispersione scolastica ELET (in base alla definizione ufficiale adottata dalla UE, si tratta dei 18-24enni che non hanno conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado e che non sono in formazione) – seguendo il trend dello scorso anno – continua a registrare considerevoli progressi: nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all’8,2% e, secondo le stime INVALSI, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026.

Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030, consolidando un risultato di grande rilievo per il sistema educativo italiano. Ciò significa che sempre più giovani rimangono nei percorsi di istruzione e formazione, con effetti positivi sull’inclusione, sull’equità sociale e sulle opportunità future.

Questo ampliamento della platea scolastica comporta contestualmente un aumento della complessità interna del sistema educativo. Una quota significativa di studenti, che prima avrebbe interrotto il percorso scolastico, infatti, oggi rimane nel sistema presentando talvolta maggiore fragilità negli apprendimenti. I dati più recenti mostrano, tuttavia, un quadro incoraggiante. La dispersione implicita (la quota di studenti e studentesse che termina il percorso scolastico non riuscendo a raggiungere livelli adeguati di apprendimenti) registra una diminuzione importante (l’8,7% nel 2025, il 6,3% nel 2026: 2,4 punti percentuali in meno rispetto al 2025). Si tratta del dato più basso di tutta la serie storica. Sarà importante monitorare l’andamento nei prossimi anni per verificare se questa riduzione si consoliderà nel tempo.

In questo contesto, va sottolineato che, anche se con un andamento non sempre univoco, nelle regioni del Mezzogiorno raggiunte dagli interventi mirati e finalizzati alle specifiche esigenze territoriali messi in campo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito gli esiti per contrastare la dispersione paiono incoraggianti e andare nella direzione attesa. Per rendere duraturo tale contrasto, appare fondamentale intervenire già a partire dalla scuola dell’infanzia.

Nello stesso tempo, cresce il numero degli allievi e delle allieve che consegue risultati elevati (passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026).

Questi segnali indicano un miglioramento complessivo della qualità degli apprendimenti e testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà, promuovendo al contempo le eccellenze e valorizzando le potenzialità individuali.

 

Il confronto nel tempo degli esiti della scuola primaria evidenzia una sostanziale stabilità rispetto all’anno scorso. In Italiano la percentuale di bambini e bambine che raggiunge almeno il livello base è pressoché costante nei due gradi osservati (II primaria: 66% nel 2025; 67% nel 2026. V primaria: 75% nel 2025; 73% nel 2026). In Matematica rispetto al 2025 si registra un calo di circa tre punti nella percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base nei due gradi osservati (II primaria: 67% nel 2025; 64% nel 2026. V primaria: 66% nel 2025; 63%nel 2026).

Anche per quanto riguarda l’Inglese sia in Listening che in Reading in V primaria si registra una stabilità della percentuale di alunne e alunni che raggiunge il prescritto livello A1 del QCER rispetto allo scorso anno (Reading: 91% nel 2025; 91% nel 2026. Listening: 86% nel 2025; 85% nel 2026).

Nella scuola secondaria di primo grado nel 2026 la quota di studenti che raggiunge risultati almeno adeguati, ossia in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali, in Italiano si attesta al 57% (59% nel 2025), mentre in Matematica la quota è del 55% (56% nel 2025), con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile.

In Inglese la quota di studenti che raggiunge il prescritto livello A2 è rispettivamente: l’83% in Reading (83% nel 2025) e il 70% in Listening (70% nel 2025). Si tratta di un risultato molto positivo rispetto all’inizio della rilevazione (2018) che conferma l’aumento di ben 9 punti percentuali la quota di allievi/e che raggiunge il livello A2 in Reading e di 16 punti percentuali in Listening registrato già l’anno scorso. In alcune regioni del Mezzogiorno si riscontra un maggior numero di allievi e allieve con livelli di risultato molto bassi.

Gli esiti nella scuola secondaria di secondo grado evidenziano che nelle classi seconde in Italiano il 62% degli studenti raggiunge almeno il livello base (pressoché invariato rispetto al 2025: 61%), mentre in Matematica si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025 della quota di studenti che raggiunge il livello base: il dato nazionale passa dal 54% del 2025 al 55% del 2026, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese.

Per quanto riguarda l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, in Italiano nel 2026 si osserva un miglioramento diffuso   rispetto   al   2025.   A   livello   nazionale   la   percentuale   di   studenti   e   studentesse   che   raggiungono   almeno   il livello di adeguatezza sale dal 52% del 2025 al 54% del 2026, con progressi in tutte le macro-aree. Anche in Matematica si registra un miglioramento diffuso a livello nazionale: si passa dal 49% del 2025 al 52% del 2026, con il Mezzogiorno che mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41% rispetto al 2025.

In Inglese nel 2026 riprende decisamente la crescita osservata negli anni passati: il 63% degli studenti e delle studentesse raggiunge il livello previsto dal QCER B2/B1+ (55% nel 2025) in Reading e il 48% in Listening (44% nel 2025). Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti dove la crescita rispetto al 2019 è molto rilevante.

A partire dall’anno scorso è stata avviata la rilevazione delle competenze digitali nelle classi seconde della scuola secondaria di secondo grado ed aveva riguardato esclusivamente le classi campione, mentre quest’anno ha coinvolto l’intera popolazione studentesca interessata. Il 2026 ha segnato un importante ampliamento del disegno di rilevazione attraverso il quadro di riferimento europeo DIGCOMP.

Infatti, la rilevazione sulle competenze digitali quest’anno è stata svolta anche da un campione rappresentativo di studenti e studentesse dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Va ricordato che le prove DIGCOMP sono state svolte su base volontaria e hanno registrato livelli di partecipazione molto elevati: nel secondo anno della scuola secondaria di secondo grado, la partecipazione ha superato il 90%, mentre nelle classi ultime della scuola secondaria di secondo grado si è avuta una partecipazione superiore al 95%.

In generale, gli studenti e le studentesse della scuola secondaria di secondo grado mostrano buone competenze digitali in tutte le quattro aree rilevate (alfabetizzazione su informazione e dati; comunicazione e collaborazione; creazione di contenuti digitali; sicurezza). Gli allievi e le allieve della classe seconda della scuola secondaria di secondo grado raggiungono almeno il livello Intermedio (livello atteso per questo grado scolare) in percentuale sempre superiore all’80% e circa 6-7 giovani su 10 concludono la scuola secondaria di secondo grado raggiungendo il livello avanzato, previsto per questo grado scolare.

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