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Il decreto anti-spam non ferma le chiamate di offerte luce e gas

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Dal 19 giugno è in vigore il nuovo impianto normativo contro il telemarketing aggressivo nel settore energia, ma il fenomeno delle chiamate indesiderate per le offerte luce e gas non sembra rallentare

Dal 19 giugno 2026 è in vigore il nuovo quadro normativo contro il telemarketing aggressivo nel settore energia, il Decreto Bollette, convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vieta alle aziende di luce e gas di contattare i consumatori senza un consenso esplicito e documentato. I contratti conclusi in violazione di queste regole saranno nulli e le sanzioni saranno più severe. La stretta normativa interviene su un fenomeno che in Italia vale oltre 3 miliardi di euro l’anno e che genera circa 15 miliardi di chiamate indesiderate, nonostante il filtro anti-spoofing introdotto da AGCOM nel novembre 2025, che nei primi undici giorni di attività aveva bloccato 49,3 milioni di chiamate illecite.

Eppure, SmartBilly, piattaforma digitale per la gestione e il confronto delle forniture di energia, sostiene che chi si aspetta di non ricevere più telefonate indesiderate anche questa volta rimarrà deluso. Dai dati raccolti dall’azienda in questi primi giorni a partire da lunedì 22 giugno, analizzando le chiamate commerciali ricevute sui numeri utilizzati dalla piattaforma per gestire le utenze dei propri clienti si è registrato un aumento del 20% rispetto gli stessi giorni della settimana precedente, inoltre emerge che:

Il motivo è semplice: queste nuove norme sono efficaci per gli operatori che già lavorano nella legalità ma il fenomeno delle chiamate spam è alimentato prevalentemente da soggetti che operano nell’illegalità come piccoli call center indipendenti che contattano i consumatori senza alcun consenso, li convincono a cambiare fornitore, e solo dopo aver perfezionato il contratto lo cedono all’azienda committente in cambio di una commissione.

La protezione del numero come strumento contro il telemarketing

Secondo SmartBilly il problema del telemarketing aggressivo non dipende soltanto dalle carenze normative ma soprattutto dalla circolazione dei numeri di telefono su canali paralleli al mercato legale. Quando un consumatore cambia operatore energetico, il suo numero può infatti entrare in una filiera di passaggi e cessioni di dati poco trasparenti, fino a raggiungere call center che non hanno titolo per utilizzarlo.

Per ridurre questo rischio, SmartBilly ha scelto di limitare la circolazione dei dati personali dei propri clienti. Quando attiva una nuova offerta, nelle comunicazioni con il fornitore utilizza recapiti gestiti direttamente dall’azienda, evitando di condividere il numero di telefono personale dell’utente. Secondo la società, questo sistema consente anche di intercettare parte delle chiamate commerciali rivolte ai clienti, permettendo di raccogliere informazioni e statistiche sulle pratiche adottate dai call center irregolari.

“Le nuove norme intervengono sulla fase della telefonata, ma non risolvono il problema a monte infatti i numeri dei clienti continuano a circolare su un mercato nero dei contatti telefonici che alimenta l’intera industria dello spam. Finché quella filiera resterà in piedi, le chiamate indesiderate non si fermeranno” spiega Giovanni Delle Donne, CEO e cofondatore di SmartBilly.

Ma cosa può fare subito il consumatore? Ecco i tre consigli pratici

In attesa di ulteriori strumenti che proteggono maggiormente i consumatori, SmartBilly suggerisce tre misure immediate per ridurre le telefonate indesiderate:

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