Il Presidente Mattarella a Seveso per il 50° anniversario dell’incidente industriale dell’ICMESA
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro ambientale avvenuto il 10 luglio del 1976, a seguito della fuoriuscita di una nube tossica di diossina dallo stabilimento chimico dell’Icmesa.
Al suo arrivo, il Capo dello Stato ha preso parte alla cerimonia al “Bosco delle Querce”, il parco protetto regionale nato sopra i terreni bonificati dopo l’incidente, nell’area del “Grande pioppo”, l’unica pianta sopravvissuta alle operazioni di bonifica e oggi inserita nel registro degli alberi monumentali. Qui, il Presidente Mattarella ha assistito ad un flash mob narrativo da parte dei ragazzi del laboratorio “Teatro Contatto”.
La cerimonia è poi proseguita con le testimonianze dirette di Giuliana Zorzi e Giuseppe Cassina, due cittadini di Seveso che hanno ricordato il 10 Luglio di cinquant’anni fa e con la presentazione dell’opera teatrale “Seveso e il Bosco delle Querce. Dove il passato incontra il presente, con lo sguardo verso il futuro”, scritta e interpretata dagli attori Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce della Compagnia Equivoci Tribù Creativa.
“Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione, l’intera Italia erano sgomente”. Con queste parole il Presidente Mattarella, ha rievocato il dramma del disastro.
Nel suo discorso, il Capo dello Stato si è stretto attorno al dolore dei testimoni diretti e di chi visse l’angoscia della nube tossica e del successivo esodo forzato. “Il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti”, ha dichiarato Mattarella, ricordando chi perse la vita per malattie causate dalla diossina, i quasi 200 bambini colpiti da cloracne, le donne in gravidanza sospese nell’ansia di malformazioni fetali, e le famiglie costrette ad abbandonare case, attività commerciali e bestiame.
Ha poi espresso la gratitudine della Repubblica verso i “professionisti della solidarietà”: dai Vigili del Fuoco – intervenuti quando gli effetti del veleno erano ancora ignoti – ai medici e agli operatori sanitari dell’Ospedale di Desio, il cui impegno andò ben oltre il dovere professionale.
IL RICORDO DI CARLO GALANTE
Mattarella ha ricordato anche Carlo Galante, operaio dell’Icmesa insignito della medaglia d’argento al valor civile. Indossando una semplice maschera, entrò nel reparto invaso dalla nebbia velenosa per azionare la valvola di raffreddamento del reattore. Un’azione di “vero eroismo” che ridusse un danno che altrimenti sarebbe stato di gran lunga più devastante.
L’ACCUSA ALLA GESTIONE AZIENDALE
Il discorso di Mattarella non ha risparmiato parole dure nei confronti della gestione aziendale dell’epoca, definita di una “intollerabile irresponsabilità“. La presenza di diossina nell’aria fu inizialmente taciuta, occultata e poi minimizzata dai vertici dell’azienda, mentre il disastro svelò solo a cose fatte la produzione occulta e pericolosa di triclorofenolo. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni”, ha sottolineato il presidente della Repubblica, “divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”.
LA NASCITA DI UNA COSCIENZA ECOLOGICA
La tragedia di Seveso però, ha rappresentato anche un punto di svolta. Da quel dramma sono nate le prime leggi europee per la protezione dell’ambiente e della salute dei cittadini, intesi come diritti fondamentali. Tra queste ci sono le Direttive ‘Seveso‘ e la Valutazione di impatto ambientale (VIA), nati proprio per evitare che un disastro del genere potesse ripetersi. “Qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza”, ha ammonito Mattarella, ribadendo che il progresso tecnologico deve restare sempre al servizio dell’uomo.
IL SIMBOLO DEL BOSCO DELLE QUERCE
Oggi la Brianza celebra la sua rinascita, simboleggiata dal Bosco delle Querce di Seveso e Meda, sorto proprio sui terreni un tempo più contaminati (la ex Zona A). Mattarella ha citato un pioppo monumentale, sopravvissuto alla diossina, come emblema della resilienza di una comunità che ha saputo sconfiggere l’isolamento e ricostruire il proprio futuro. Il Capo dello Stato ha infine reso omaggio ai leader istituzionali dell’epoca – tra cui il sindaco di Seveso Francesco Rocca, il presidente della Regione Cesare Golfari e i commissari Antonio Spallino e Luigi Noè – sottolineando come il “patto” tra istituzioni e cittadini sia stato onorato, garantendo la ripartenza economica e infrastrutturale (con un richiamo anche al progetto della Pedemontana citato dal presidente della Regione Fontana). “Con l’impegno di tutti hanno vinto la speranza e la vita. Auguri di buon futuro”, ha concluso il Capo dello Stato.

