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Linfoma diffuso a grandi cellule B, i benefici con tafasitamab più lenalidomide in prima linea

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Linfoma diffuso a grandi cellule B, con tafasitamab più lenalidomide aggiunti a R-CHOP in prima linea rischio di progressione o morte ridotto del 25%

Nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B di nuova diagnosi e ad alto rischio, l’aggiunta dell’anticorpo monoclonale anti-CD19 tafasitamab e dell’immunomodulante lenalidomide allo standard terapeutico di prima linea, la chemioimmunoterapia con il regime R-CHOP (rituximab più ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone), è in grado di migliorare in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo R-CHOP. Lo dimostrano i risultati dello studio di fase 3 frontMIND presentati in sessione plenaria al congresso annuale della European Hematology Association (EHA), a Stoccolma, e poco prima anche al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago, nonché pubblicati su The Lancet.

Dopo un follow-up mediano di 35,2 mesi, nei pazienti trattati con il regime sperimentale contenente tafasitamab si è osservato un tasso di PFS a 3 anni del 67,3% contro 60,7% nei controlli, trattati con il solo regime R-CHOP (HR 0,75; IC al 95% 0,59-0,96; P = 0,0194), con una riduzione del 25% del rischio di progressione o morte rispetto allo standard di cura. Lo studio, quindi, ha centrato il suo obiettivo primario.

Da sottolineare che l’aggiunta di tafasitamab e lenalidomide a R-CHOP non ha influenzato l’efficacia del trattamento standard, dal momento che i pazienti hanno raggiunto una mediana di intensità di dose relativa del 100% in entrambi i bracci per tutta la durata del trattamento.

I dati rappresentano una potenziale svolta per tafasitamab, attualmente approvato nelle forme recidivate o refrattarie di linfoma diffuso a cellule B non candidabili al trapianto autologo di cellule staminali, e potrebbero consentire al farmaco di entrare in un panorama terapeutico dominato dal regime R-CHOP e, più recentemente, dalla combinazione di R-CHOP con l’ADC polatuzumab vedotin.

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