Dopo lo scandalo Corona, il giornalista Alfonso Signorini torna in pubblico all’Arena di Verona come regista de La Bohème e rilascia la sua prima intervista
Dal Grande Fratello all’Arena di Verona. Da conduttore Mediaset a regista d’opera lirica. Alfonso Signorini è tornato in pubblico il 3 luglio, sul palcoscenico più lontano possibile da quello che ha distrutto e poi ricostruito negli ultimi sette mesi della sua vita.
LA BOLLA E LA PAURA DI USCIRE DI CASA
Il primo pensiero, quando è esploso lo scandalo, è stato costruirsi una bolla. Ha cambiato numero di telefono, si è isolato dalla televisione e dai giornali, ha tagliato i contatti con l’esterno. Non una fuga, spiega, ma una scelta di sopravvivenza. “Quando sei al centro di un clamore mostruoso, non devi capire come vivere, ma come sopravvivere. Chi non ce la fa si ammazza”, ha dichiarato in un’intervista al Giornale, la prima dopo mesi di silenzio assoluto. Quella bolla ha funzionato.
Ma quando è tornato ad affacciarsi al mondo, aveva paura. La prima volta che è uscito di casa si è reso conto che le persone non lo additavano, ma si avvicinavano per esprimere solidarietà. La paura era solo nella sua testa.
IL TRADIMENTO PIÙ GRANDE: GLI AMICI SPARITI
La ferita più profonda non è stata la gogna mediatica, ma il silenzio di persone che si professavano fratelli e amici. Per trent’anni biglietti, lettere, attestati di stima. Poi spariti, senza nemmeno una telefonata. A bilanciare questo dolore, però, anche gesti inaspettati da parte di sconosciuti. Una ex farmacista di 78 anni di Firenze gli ha inviato una raccomandata con 1.780 euro per le spese legali, scrivendogli che guarda negli occhi le persone e ha visto chi è lui.
“NON MI VERGOGNO DI NULLA. RIFAREI TUTTO”
Signorini rivendica le proprie scelte e sostiene che se potesse tornare indietro rifarebbe tutto, non avendo fatto nulla di cui vergognarsi. Sullo scandalo parla anche di omofobia: secondo lui c’è stata un’omofobia mostruosa, e le organizzazioni LGBTQ sono rimaste in silenzio nonostante intervengano spesso in casi molto meno evidenti.
Sul futuro in televisione lascia una porta aperta, contraddicendo le dichiarazioni delle settimane precedenti: non esclude che la televisione torni nella sua vita.
L’OPERA COME RIFUGIO E NUOVO INIZIO
Il ritorno pubblico di Signorini non avviene in un contesto Mediaset, ma alla regia de La Bohème, quarto titolo lirico del 103° Arena di Verona Opera Festival, in scena per sole quattro recite: il 3, l’11, il 17 e il 25 luglio 2026. Le sue prossime regie liriche sono già state confermate nei teatri di Parigi e Liegi. Prende lezioni di pianoforte due ore al giorno dal suo vecchio maestro di 78 anni, e la musica è diventata ancora più importante nella sua vita.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

