Nessun ascolto all’appello del Papa. Come 38 anni fa l’atto che portò alla scomunica da Giovanni Paolo II
La Chiesa vivrà oggi un secondo scisma lefebvriano con la consacrazione di quattro vescovi da parte dei lefebvriani: Pascal Schreiber (Svizzera, 53 anni), Michael Goldade (Stati Uniti, 46 anni), Michel Poinsinet de Sivry (Francia, 42 anni) e Marc Hanappier (Francia, 36 anni).
A Écône, in Svizzera, la Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata nel 1970 dal vescovo tradizionalista Marcel Lefebvre in contrasto con gli orientamenti del Concilio Vaticano II, nominerà altri quattro vescovi senza mandato del papa durante una cerimonia in rito latino tradizionale, dopo le consacrazioni del 1988 che provocarono la prima frattura con la Santa Sede. Gesto per il quale è prevista e inevitabile la scomunica “latae sententiae”. Il gruppo separatista, che conta circa 600.000 fedeli in tutto il mondo, ha respinto l’ultimo appello di Leone XIV al dialogo.
“Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa”. Così il Superiore Generale della Fraternita’ Sacerdotale San Pio X (lefebvriani), don Davide Pagliarani, nell’omelia durante la celebrazione in Svizzera nella quale sono stati consacrati i quattro vescovi.
L’appello del Papa
A nulla è servito l’appello del Papa: “Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”, aveva detto Leone in una lettera al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

