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La nuova stagione di Palazzo Magnani tra arte, fotografia e design

palazzo magnani

Con la programmazione autunnale 2026 – 2027, la Fondazione Palazzo Magnani presenta un percorso culturale che attraversa discipline, epoche e visioni diverse

Con la programmazione autunnale 2026 – 2027, la Fondazione Palazzo Magnani presenta un percorso culturale che attraversa discipline, epoche e visioni diverse, creando connessioni tra fotografia contemporanea, approfondimento storico-artistico e design. Un calendario di iniziative volto a dare continuità alla vocazione dei luoghi, all’investimento sulla grande fotografia e alla ricerca sul Novecento.

Le esposizioni dell’autunno riprenderanno con un focus sulla fotografia contemporanea. I Chiostri di San Pietro ospiteranno infatti “Gregory Crewdson. Eveningside” (10 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027), mostra dedicata al fotografo statunitense Gregory Crewdson, curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. Le immagini di Eveningside rappresentano il capitolo conclusivo della trilogia fotografica che Crewdson ha sviluppato nell’arco di un decennio. La mostra dell’autunno ai Chiostri riunisce le tre serie che compongono questo percorso – Cathedral of the Pines (2012-2014), An Eclipse of Moths (2018-2019) ed Eveningside. Completa il progetto espositivo la proiezione del film Making Eveningside, dedicato al dietro le quinte della serie.

Se nelle opere precedenti Crewdson indagava paesaggi boschivi e scenari post-industriali carichi di solitudine e mistero, in Eveningside lo sguardo si concentra sulla quotidianità urbana, trasformando luoghi ordinari e spazi di lavoro in ambientazioni sospese e suggestive. Attraverso un raffinato uso della luce, degli effetti atmosferici e delle più avanzate tecnologie digitali, l’artista costruisce immagini dall’intensa atmosfera cinematografica, ispirate al noir e al cinema classico. L’intera trilogia testimonia l’evoluzione della sua ricerca artistica, tra introspezione, riflessione esistenziale e dialogo con la storia della fotografia, della pittura e del cinema.

Nato da una committenza originale di Gallerie d’Italia – Torino nell’ottobre 2022, nell’ambito delle Travelling Exhibition del museo, alcuni nuclei di fotografie sono state successivamente esposte a Les Rencontres de la Photographiques d’Arles, Francia (2023), al VB Photography Center di Kuopio, Finlandia (2024), al Museo Nazionale della Fotografia Marubi – Scutari, Albania (2024), al Musée de la Photographie di Charleroi, Belgio (2025).

Grande novità di questo autunno espositivo a Reggio Emilia è certamente la riapertura, dopo un importante intervento di riqualificazione tuttora in fase di completamento, dello storico Palazzo che fu di Luigi Magnani e che da quasi trent’anni ospita attività espositive di grande valore culturale, privilegiando il dialogo e le contaminazioni tra i diversi saperi. In vista della riapertura autunnale, la Fondazione, già da ora, ha riaperto uno degli spazi più significativi del complesso: il cortile di Palazzo Magnani. Qui si terranno alcuni appuntamenti della rassegna “Tra pop e popolare” inserita nel cartellone estivo, con l’obiettivo di riallacciare il dialogo con il pubblico e accompagnarlo verso la riapertura del palazzo.

Giorgio Zanni, Presidente della Provincia di Reggio Emilia ha dichiarato: «Palazzo Magnani è uno dei luoghi simbolo della cultura reggiana e rappresenta un punto di riferimento non solo per la città, ma per tutto il territorio provinciale. Per questo, come Provincia, abbiamo voluto accompagnare la nuova programmazione culturale con un importante investimento sulla rigenerazione degli spazi, perché la qualità dell’offerta culturale passa anche dalla cura dei luoghi che la ospitano. L’intervento in corso prevede un quadro economico di 800mila euro per il restauro, a cui si aggiungono circa 125mila euro di risorse provinciali per la sistemazione della facciata su corso Garibaldi e del balconcino storico, per un investimento complessivo che supera i 925mila euro. Le risorse tengono insieme 394.455,50 euro di contributo regionale ottenuto tramite bando L.R. 7/2020, 150.000 euro già stanziati dalla Provincia e 255.544,50 euro tramite mutuo della Fondazione Palazzo Magnani, oltre all’investimento aggiuntivo della Provincia sulla parte esterna dell’edificio. Parliamo di lavori che riguardano gli impianti elettrici e tecnologici, il nuovo allestimento museale, la facciata e il balconcino: non un intervento parziale, ma una riqualificazione complessiva pensata per restituire a Palazzo Magnani spazi più funzionali, più adeguati agli standard richiesti dalle grandi mostre e pienamente valorizzati nel rispetto della storicità dell’edificio. La riapertura prevista a novembre sarà quindi anche il segno di un investimento pubblico sulla cultura come infrastruttura civile. Rigenerare Palazzo Magnani significa rafforzare un presidio culturale che nel tempo ha saputo parlare a pubblici diversi, attrarre progetti di livello nazionale e internazionale e contribuire alla crescita culturale dell’intera comunità reggiana.»

L’evento espositivo che segnerà la riapertura di Palazzo Magnani sarà la mostra Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij (14 novembre 2026 – 14 marzo 2027), curata da Roberto CrestiEmilio Ferrario e Valentina Parisi, che compongono il comitato scientifico insieme a John Bowlt, James Bradburne, Silvia Cavalchi, Luigi Grasselli, Nicoletta Misler. La mostra è un progetto di ricerca, un viaggio immersivo alle radici della grande rivoluzione artistica e scientifica del primo Novecento. Proseguendo il percorso sulla rappresentazione dello spazio e della visione, già affrontato nelle mostre dedicate a Piero della Francesca (Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza, 2015) e a M.C. Escher, (L’Enigma Escher. Paradossi grafici tra arte e geometria, 2013), il progetto instaura un dialogo inedito tra i capolavori delle avanguardie storiche, le icone russe e il pensiero del filosofo e scienziato Pavel Florenskij. La mostra indagherà le profonde connessioni tra arte, scienza e spiritualità che hanno caratterizzato l’alba del Novecento e porterà il pubblico a riscoprire, attraverso le opere di Kandinskij, Klee, Malevič e altri protagonisti dell’avanguardia  —  provenienti da importanti istituzioni europee, tra cui il Klee Zentrum di Berna, la Collezione Costakis di Salonicco, la collezione di icone bizantine di Banca Intesa di Vicenza, oltre che da raccolte private — una nuova concezione dello spazio, della geometria e dell’immaginario, in un percorso immersivo che interpreta l’arte come strumento privilegiato di comprensione e accesso a dimensioni invisibili. Di rilievo la collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) con cui è stata realizzata l’installazione “curvare lo spazio”.

Grazie alla collaborazione con Luigi Grasselli e James Bradburne, a piano terra, in uno spazio appositamente arredato e dotato di strumenti interattivi e ricostruzioni virtuali, i visitatori, le scuole e le famiglie con bambini, potranno sperimentare e comprendere in modo coinvolgente e divertente alcuni tra i principi matematici che hanno rivoluzionato l’arte e la scienza all’inizio del secolo scorso, e che tuttora si riflettono su tanti aspetti della nostra quotidianità. La mostra sarà, inoltre, affiancata da un ricchissimo programma didattico e una rassegna di incontri pubblici tra arte, scienza e musica che vedranno coinvolti l’INFN, le comunità ortodosse, Unimore e le principali istituzioni educative e formative della città, la Biblioteca Teologica di Reggio Emilia e Soli Deo Gloria – organi, suoni e voci della città, con la direzione artistica di Renato Negri.

Il 2026 si chiuderà a Palazzo da Mosto, dove sarà allestita una mostra monografica dedicata a Denis Santachiara, protagonista del design italiano e internazionale contemporaneo e originario di Campagnola Emilia. L’esposizione, Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966 (12 dicembre 2026 – 14 marzo 2027) ripercorre, per la prima volta in modo organico, oltre sessant’anni di attività creativa attraverso una selezione di progetti, opere e prodotti che raccontano l’evoluzione del suo percorso artistico. Dalle esperienze nel car design nella Motor Valley agli sconfinamenti nell’arte, fino ai successi internazionali nel design, ogni sala offre uno sguardo sulla poetica di un autore capace di coniugare innovazione, immaginazione e ricerca. La mostra esplora temi legati all’abitare, alla tecnologia, all’arte e all’architettura, mettendo in luce elementi distintivi del suo linguaggio come il gioco, lo stupore, l’ironia e l’incantesimo tecnologico. Al percorso espositivo del piano nobile si affianca una sezione dedicata alle nuove generazioni del design, con opere di designer italiani e internazionali selezionati dallo stesso Santachiara.

L’assessore alla Cultura di Reggio Emilia, Marco Mietto ha detto: “Per la prima volta nella storia, le macchine partecipano ai processi del pensiero. Questo modifica profondamente il significato – anche- della creatività, dell’immaginazione, delle arti e della costruzione della conoscenza. In questo scenario, il ruolo delle istituzioni culturali diventa ancora più strategico. Musei, biblioteche, archivi, teatri, luoghi della formazione ma anche spazi espositivi devono diventare laboratori permanenti di cittadinanza culturale, capaci di sviluppare spirito critico, competenze interpretative e consapevolezza collettiva. La sfida del quinquennio 2024-2029, cui Palazzo Magnani può dare un significativo contributo, non è quella di aumentare l’offerta culturale, ma costruire un ecosistema che metta in relazione persone, istituzioni, imprese creative e sistemi educativi, affinché la cultura diventi una leva strutturale di sviluppo, innovazione e coesione sociale.”

Tre mostre ospitate in tre sedi storiche nel cuore della città raccontano pienamente l’identità della Fondazione Palazzo Magnani: un progetto in grado di mettere in dialogo patrimonio e contemporaneità, ricerca e produzione culturale, valorizzazione del territorio e prestiti internazionali.

Nel segno di questa continua ricerca, il 2027 – in cui festeggeremo i trent’anni di mostre a Palazzo Magnani – vedrà la luce un nuovo importante progetto espositivo di ricerca: ARP-ERNST. AMICIZIE E AMORI: Hans Arp, Sophie Taeuber-Arp, Max Ernst, Dorothea Tanning una mostra che celebra il profondo legame umano e artistico tra due protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, ampliando lo sguardo anche alle figure femminili che ne hanno accompagnato il percorso umano e creativo. Le storie, le relazioni e gli incontri che hanno intrecciato le loro vite diventano così parte integrante di un racconto corale, capace di restituire la complessità e la ricchezza di una stagione irripetibile della cultura europea.

Infine, il Presidente della Fondazione Palazzo Magnani, Maurizio Corradini, insieme al direttore Davide Zanichelli hanno presentato il consueto Annual Report e il bilancio 2025 che restituisce il racconto e l’analisi di come le tante iniziative culturali della Fondazione abbiamo avuto un impatto economico, sociale e ambientale sulla città e il territorio.

“Tra 2025 e il 2026 – ha concluso il Presidente Maurizio Corradini – la Fondazione ha intrapreso un percorso progressivo di potenziamento dell’organico per gestire al meglio le sempre più complesse e numerose progettualità, non solo espositive – nell’inverno 2026 saranno per la prima volta tre le mostre contemporaneamente aperte in tre sedi differenti – ma anche legate allo spettacolo dal vivo, agli eventi di approfondimento e alle azioni di welfare culturale, sempre più rilevanti in ambito locale e nazionale. Sotto questo aspetto, oltre che i risultati legati alle produzioni, i numeri del 2025 restituiscono il valore di una Fondazione che genera una importante ricaduta economica e sociale sul territorio.”

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