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Festival Hoga Zait 2026: le comunità cimbre d’Europa a Roana (VI) dal 10 al 19 luglio

Hoga Zait

Hoga Zait (“tempo alto”, in cimbro: tempo di festa), festival culturale dedicato alla cultura cimbra sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza. Dal 10 al 19 luglio, Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione

Dal 10 al 19 luglio 2026, Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro. Da oltre vent’anni la rassegna, promossa dal Comune di Roana, anima l’Altopiano dei Sette Comuni con escursioni guidate, concerti, spettacoli, laboratori e incontri che intrecciano comunità, paesaggio e tradizioni. Hoga Zait – che in cimbro significa “tempo alto”, quindi “tempo di festa” – è un festival culturale partecipato che valorizza l’identità cimbra e che ogni estate restituisce voce a una delle più antiche culture delle Alpi.

L’edizione 2026 ha un cuore speciale: il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden, cittadina della Baviera. Non una semplice ricorrenza istituzionale, ma la celebrazione di un legame nato dalla lingua e dalla cultura.

Hoga Zait 2026 è un festival che non si limita a celebrare una ricorrenza, ma usa il cinquantesimo del gemellaggio come occasione per guardare più lontano: verso la Baviera, verso Luserna, verso la Lessinia. E per ricordare che la cultura cimbra non è un patrimonio da museo, ma una lingua viva, una comunità che cammina, suona e racconta.

Un’amicizia nata dalla lingua: mezzo secolo di Roana-Velden

Per comprendere il senso di questo gemellaggio bisogna partire da una radice comune: la lingua cimbra. L’idioma parlato per secoli sull’Altopiano dei Sette Comuni è una delle parlate di origine germanica con i maggiori tratti di antichità ancora vivi — un antico bavarese conservato, per certi versi, come in una teca. Non stupisce quindi che l’Altopiano sia e sia stato meta di ricercatori provenienti da Baviera e Austria: per uno studioso tedesco, scoprire il cimbro dell’Altopiano è un po’ come sarebbe, per un linguista italiano, trovare in Italia un paese dove si parla ancora come al tempo di Dante.

Fu proprio uno di questi studiosi, Hugo Resch, a gettare le basi dell’amicizia tra le due comunità. Funzionario originario di Landshut, in Baviera, scoprì il cimbro negli anni Cinquanta durante un soggiorno di lavoro nel Veronese. Rimasto affascinato da quella lingua antica, ne divenne uno dei maggiori studiosi e autore di un dizionario cimbro di oltre 25.000 voci. Per oltre trent’anni visitò più volte Roana, Luserna e la Lessinia, promuovendo la nascita degli istituti culturali cimbri, tra cui l’Istituto di Cultura Cimbra di Roana. Un monumento, accanto all’Istituto, ne ricorda ancora oggi la figura

Fu su suo consiglio che il comune di Velden prese contatto con Roana, dando vita nel 1976 al gemellaggio. Un legame alimentato in questi cinquant’anni anche grazie al Cimbern-Kuratorium Bayern, l’associazione bavarese che studia e promuove la cultura cimbra dall’altra parte delle Alpi.

Il festival celebrerà l’anniversario con un fine settimana di eventi simbolici. Sabato 11 luglio alle 15.00, in località Boscon a Canove, verrà inaugurato il “Bosco di Velden”: cinquanta nuovi alberi, uno per ogni anno di amicizia, piantati in un luogo ferito dalla tempesta Vaia, per riflettere sulla fragilità e sulla biodiversità del paesaggio montano. Alle 17.00, nella Sala Consiliare del Municipio di Canove, la cerimonia ufficiale del cinquantenario: lo scoprimento della scultura “Due in uno” dell’artista Marco Martalar e la firma del Protocollo di cooperazione 2026-2030, che traccerà gli obiettivi della collaborazione tra i due Comuni per i prossimi anni. In serata, dalle 20.00 al palazzetto polifunzionale di Canove, l’atmosfera si farà conviviale con la Volksfest, festa popolare con stand gastronomico italo-tedesco, birra originale bavarese e musica della tradizione.

Il giorno seguente, domenica 12 luglio, il legame con la Baviera si farà toponimo: alle 11.30 verrà intitolata la nuova via Velden e aprirà al pubblico il Museo della Tradizione Cimbra, rinnovato dopo un importante intervento di ristrutturazione, presso l’Istituto di Cultura Cimbra di Roana. In mattinata, alle 10.30, la Chiesa Parrocchiale di Roana ospiterà la Santa Messa cantata in cimbro, con la partecipazione della Corale Cimbra di Roana e Mezzaselva.

La grande famiglia cimbra: Luserna e la Lessinia

Il cinquantenario è anche l’occasione per riannodare i legami con le altre comunità cimbre d’Italia: Luserna (TN) e la Lessinia veronese. Tre realtà sorelle, tre varianti di una stessa lingua, unite da una storia comune di migrazioni medievali dalla Germania meridionale.

Il dialogo prende forma già domenica 12 luglio alle 21.00, quando l’Istituto di Cultura Cimbra ospiterà la presentazione dei libri “Poesie/gasènglen” e “Lungo i fiumi dell’Alabama”, un omaggio a Sergio Bonato — intellettuale di riferimento della cultura cimbra, curatore di oltre 70 Quaderni di Cultura Cimbra, scomparso nel gennaio 2024 — con Danillo Finco e Oliver Baumann. Mercoledì 15 luglio alle 21.00 al Cinema Teatro Palladio di Cesuna è la volta del cinema, con la proiezione di “Lunana – Il villaggio alla fine del mondo”, film del regista bhutanese Pawo Choyning Dorji, vincitore della Lessinia d’Oro al 26° Film Festival della Lessinia e candidato al premio Oscar nel 2022. Il Film Festival della Lessinia è la principale rassegna cinematografica internazionale dedicata alla vita, alla storia e alle tradizioni delle terre alte: nato nel 1995 su iniziativa del Curatorium Cimbricum Veronense, è legato fin dalle origini alla cultura cimbra. Giovedì 16 luglio alle 21.00 all’Istituto di Cultura Cimbra, l’incontro “La lingua cimbra di Roana, Luserna e Giazza: un patrimonio da tutelare” tenuto dal prof. Luca Panieri dell’Università IULM di Milano, autore dei dizionari del cimbro di Luserna e del cimbro dei Sette Comuni: un viaggio a confronto tra le tre varianti di una lingua che resiste. Venerdì 17 luglio alle 21.00 la Chiesa Parrocchiale di Camporovere accoglierà il concerto della Corale Polifonica Cimbra di Luserna, nata nel 1992 per far conoscere attraverso il canto la lingua e la cultura della comunità cimbra trentina, con un repertorio che spazia dai canti di montagna alle voci in cimbro recuperate dalla tradizione orale.

Il tempo alto della memoria: simboli e riti

Hoga Zait è un progetto culturale condiviso, costruito ogni anno insieme a chi abita questi luoghi, che pone al centro la minoranza linguistica cimbra — riconosciuta da leggi nazionali e regionali — con un’attenzione costante alla qualità e alla genuinità delle tradizioni, lontano dai rischi del folklore stereotipato.

Hoga Zait non si limita a celebrare una ricorrenza, ma usa il cinquantesimo come occasione per guardare più lontano e per ricordare che la cultura cimbra non è un patrimonio da museo, ma una lingua viva, una comunità che cammina, suona e racconta.

A rendere unico il festival è il suo alfabeto simbolico. La Schèlla, l’antico campanaccio di malga, è al centro del rituale: un tempo legata alle mandrie, oggi accompagna la comunità nel riconoscersi parte di una storia collettiva. A portarla sono gli Schèllatragar, volontari che rappresentano le sei Lèntlen (frazioni) del Comune di Roana: ciascuno sfila con la propria Schèlla incisa in lingua cimbra, facendosi custode e narratore di un’identità montana profonda. Saranno loro, con la tradizionale scampanata, ad aprire ufficialmente il festival venerdì 10 luglio alle 18.00 a Mezzaselva, in località SelvArt, accompagnati dalla musica di Pierangelo Tamiozzo e, in serata, da una cena con piatti della tradizione cimbra e le note degli Stòanèngel un de klénkallen.

Nella giornata inaugurale, sempre SelvArt ospiterà anche il Simposio di scultura estemporanea in legno – che proseguirà per tutto il primo fine settimana – e il laboratorio per bambini “Mani nel legno”: perché il legno, materia viva dei boschi dell’Altopiano, è da sempre lingua e mestiere di queste montagne.

Ista gabést an bòtta: il cammino come racconto

Ogni mattina di festival, una camminata: perché il territorio di Hoga Zait si scopre a passo lento. Le escursioni guidate di Asiago Guide — in programma alle 9.30 in tutte le frazioni — sono raccolte quest’anno sotto un unico grande contenitore narrativo: “Ista gabést an bòtta”, il “c’era una volta” cimbro con cui si aprivano tutte le fiabe. Un tempo indefinito, ma uno spazio precisissimo: l’Altopiano, con i suoi nomi, le sue leggende e i suoi mestieri antichi.

Si parte venerdì 10 luglio a Mezzaselva, dove il sentiero sale verso Stonhaus: una grande dolina di crollo che la tradizione cimbra identifica come la dimora dell’Orco del bosco di Roana. Una voragine carica di mistero, popolata nell’immaginario collettivo da orchi e caprioli vendicatori, streghe, anguane e folletti — le stesse creature che animavano i racconti dei lunghi filò invernali nelle stalle dell’Altopiano. Tra boschi di abete e faggio rigenerati dopo la tempesta Vaia, doline, campi carreggiati e sorgenti misteriose, la geologia diventa leggenda. Sabato 11 luglio si cammina a Canove sulle tracce dei mestieri antichi — De alten èrbot — dal bosco alla falegnameria, lungo una toponomastica che custodisce ancora la memoria del lavoro. Domenica 12 luglio è la volta di Roana: partendo da Piazza Santa Giustina si scende verso Roana di Sotto, tra contrade storiche, prati, fauna selvatica e gli aneddoti e le vicende di un paese di montagna.

La settimana successiva il cammino riprende venerdì 17 luglio a Camporovere, con il Tanzerloch: la “grotta delle danze”, una voragine nella Val d’Assa che la tradizione cimbra associa al sabba delle streghe. Un luogo carico di suggestione, dove leggenda e paesaggio si intrecciano nel cuore dei boschi dell’Altopiano. Sabato 18 luglio a Cesuna si raggiunge Skada, “l’isola che non c’è”: un dedalo di contrade affacciate sulla Val d’Assa, un paesaggio che pochi conoscono. Domenica 19 luglio a Treschè Conca chiude il cerchio con De alten bègalen, le antiche vie che collegavano i paesi della montagna alla pianura.

Tutte le escursioni sono a prenotazione obbligatoria e accompagnate dai sapori del territorio, dal formaggio Asiago al kranabet.

Musica, laboratori e notti tra fiaccole e fiabe

Il programma è costruito per parlare a tutte le generazioni. La musica spazia dal celtic folk-rock dei The Rumpled, band trentina nata sulle Dolomiti, con un suono che mescola folk irlandese, rock e ska (domenica 12 luglio alle 17.30, Piazza Santa Giustina a Roana), alle polifonie della Corale Polifonica Cimbra di Luserna, fino al concerto conclusivo della BandaBrian (domenica 19 luglio alle 17.30, Piazza Fondi a Treschè Conca). Nata nel 1992 da un progetto di recupero dei canti e delle danze popolari del Veneto, la BandaBrian porta sul palco il frutto di decenni di ricerca etnomusicologica sul campo: un repertorio radicato nella memoria orale delle comunità di montagna, in perfetta sintonia con l’anima del festival.

I più piccoli sono protagonisti dei laboratori dell’associazione Le Terre Alte, in programma ogni pomeriggio alle 16.00, che trasformano i saperi antichi in esperienza: l’intaglio del legno a Mezzaselva, i colori e le incisioni rupestri degli “artisti della preistoria” a Roana, le “pietre che raccontano” a Camporovere, le letture animate di fiabe e leggende a Treschè Conca. All’Istituto di Cultura Cimbra, giovedì 16 luglio, i bambini possono persino avvicinarsi alla lingua dei padri con “De zìmbrische zunga vor de khindar”, il laboratorio di cimbro per i più piccoli.

E poi c’è la notte più magica del festival: sabato 18 luglio alle 20.45, dalla Piazzetta dell’Alpino di Cesuna parte la fiaccolata che conduce al gran spettacolo fiabesco delle Zelighen Baiblen, le leggendarie vecchine cimbre, creature ambigue a metà tra fate selvatiche e streghe dei boschi: un percorso rituale immerso nel buio e nei suoni della foresta, sospeso tra mito e memoria. Nel pomeriggio, il laboratorio creativo “Un abito fatato per entrare in un mondo incantato” prepara i più piccoli all’incanto della sera.

Il programma completo è disponibile su www.hogazait.it

Informazioni
IAT Roana
0424 694361
chalet@comune.roana.vi.it

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