A Roma sterminata una famiglia di origine bengalese, ferito ma salvo il figlio maggiore di 20 anni. Tuttora ricercato il killer, sarebbe un amico di famiglia. Ecco cosa si sa
Alicia, 8 anni, è stata trovata in una pozza di sangue, sotto il letto, insieme ai suoi genitori, Kamal e Arzu Udiu, di 38 e 39 anni. Una famiglia è stata sterminata, ieri sera, venerdì 26 giugno, nell’appartamento in cui viveva, al primo piano di una palazzina a Casalotti, alla periferia ovest di Roma.
TRE VITTIME E UN FERITO, L’UNICO SOPRAVVISSUTO AL MASSACRO
Ieri notte dei droni hanno iniziato a perlustrare la zona, alla ricerca dell’autore della strage, di cui tuttora si sono perse le tracce. La polizia indaga sul triplice omicidio di via Montiglio in cui vi è un unico sopravvissuto: un giovane 20enne, figlio maggiore della coppia uccisa che si trova tuttora ricoverato all’ospedale Policlinico Gemelli, per le ferite riportate nella colluttazione con il killer, da cui è riuscito miracolosamente a fuggire. Non sarebbe in pericolo di vita. Le vittime sono tutte di nazionalità bengalese. Arzu, il capofamiglia, era in Italia da quindici anni e lavorava in un supermercato in zona Boccea. La moglie e la bambina invece lo avevano raggiunto da un paio d’anni.
Ad allertare la polizia sono stati i vicini di casa che alle 22 circa di ieri notte hanno sentito prima le grida lancinanti arrivare dall’abitazione e quindi visto fuggire una persona in strada. Quindi sul posto sono arrivate anche le ambulanze del 118, ma per le vittime purtroppo non c’era più nulla da fare. Mentre hanno potuto soccorrere Onion, ferito ma sopravvissuto, e lo hanno portato in ospedale. Il giovane già ieri sera sarebbe stato sentito dai poliziotti.
L’AGGRESSIONE–STRAGE
In via Montiglio, sul posto, gli investigatori della Squadra mobile e gli specialisti della Scientifica che si sono ritrovati di fronte ad un vero e proprio massacro. Secondo le prime ricostruzioni, l’assassino, dopo aver ucciso a coltellate i due coniugi e la bambina, li avrebbe nascosti sotto al letto. Poi avrebbe provato a eliminare le tracce, iniziando a ripulire gli ambienti insanguinati. Nel frattempo però sarebbe rientrato in casa il ragazzo che avrebbe provato a sua volta ad eliminare, proprio perché lo aveva colto sul fatto e, molto probabilmente, riconosciuto. Tra i due sarebbe iniziata una violenta colluttazione, ma Onion è riuscito a liberarsi e a fuggire dall’edificio gridando e chiedendo aiuto. A quel punto il killer si è dato alla fuga ed è tuttora ricercato. Sarebbe un amico di famiglia.
“HO VISTO CHE PULIVA IL SANGUE”. POI LA FUGA
“Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti”: sono le grida sconvolte del ragazzo sopravvissuto, unico testimone della strage, riferite dai vicini della via che lo hanno aiutato e hanno chiamato i soccorsi. Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto fuggire l’aggressore di corsa dal palazzo e hanno descritto i suoi abiti (una maglietta azzurra), la carnagione scura, i dettagli (indossava dei guanti).
UNA MANNAIA L’ARMA DEL DELITTO
Si ipotizza che le vittime conoscessero chi le ha uccise e che proprio per questo gli avrebbero aperto la porta. Le ricerche del killer sono proseguite per tutta la notte, anche nella zona boschiva che circonda Casalotti attraverso anche droni con telecamere a infrarossi. Si pensa che l’uomo ricercato potrebbe essersi già allontanata dalla Capitale o che possa essere stato aiutato a nascondersi. Dopo diverse ore di ricerche è stata ritrovata l’arma del delitto: una mannaia.
IL POSSIBILE MOVENTE
Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire la dinamica e il possibile movente degli omicidi, tuttora sconosciuto. Non si esclude nessuna pista, al vaglio potrebbe esserci anche l’ipotesi del racket dei mini market della zona. Si attende un nuovo colloquio degli inquirenti con il figlio sopravvissuto per avere ulteriori possibili chiarimenti. È lui, suo malgrado, il testimone chiave del massacro della sua famiglia.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

