“Nel caos potrebbero essere stati separati dalle loro famiglie ed essere esposti a rischi di sfruttamento e abusi”
Le due forti scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela, precisamente l’area a ovest della capitale Caracas, hanno costretto bambini e famiglie ad abbandonare le proprie case. Save the Children è già sul campo per supportare le comunità colpite e contribuire agli interventi di emergenza, mentre proseguono le operazioni di soccorso per raggiungere e salvare le persone intrappolate sotto le macerie.
Bambini e famiglie colpiti dalle scosse
Molte persone stavano rientrando a casa, aumentando il rischio che numerosi individui siano rimasti intrappolati sotto edifici crollati.
Le scosse hanno interrotto le comunicazioni e la fornitura di energia elettrica in diverse zone, rendendo difficile valutare con precisione l’entità dei danni e il numero delle vittime. I soccorritori sono però impegnati in una corsa contro il tempo per trovare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati.
I bambini tra i più vulnerabili dopo il terremoto
Le conseguenze del terremoto rischiano di avere un impatto particolarmente grave sui minori e sulle loro famiglie.
“I bambini sono tra i più vulnerabili dopo questi terremoti. Alcuni hanno perso le loro case e le scosse di assestamento continuano, generando ulteriore paura e aumentando il rischio di nuovi danni e vittime.” ha dichiarato Fatima Andraca, Direttrice di Save the Children in Venezuela. “Anche se servirà tempo per comprendere pienamente l’entità della distruzione, sappiamo da esperienze passate che i bambini avranno bisogno con urgenza di accesso a riparo, cibo, acqua e assistenza sanitaria. Nel caos potrebbero essere stati separati dalle loro famiglie ed essere esposti a rischi di sfruttamento e abusi”.
“Stiamo valutando la situazione sul campo e lavorando con il nostro staff e i partner locali per comprendere i bisogni più urgenti e supportare le famiglie colpite il più rapidamente possibile. In diverse città sono state effettuate evacuazioni preventive e molte famiglie, con i loro bambini, si sono spostate in aree aperte mentre continuano le scosse di assestamento” conclude.
