Il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità: “L’aumento delle temperature sta mettendo a rischio vite umane e sotto pressione i sistemi sanitari”
“Il caldo non è più solo una questione meteorologica. È un’emergenza sanitaria”. È il monito lanciato dal direttore regionale dell‘Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, Hans Kluge, che avverte: “L’aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’Oms”, scrive in un post su X, rilanciando i contenuti di una sua intervista alla ‘Bbc News’. “La nostra regione – incalza Kluge – è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi 20 anni”.
Ma le morti dovute al caldo “non sono inevitabili – sottolinea il direttore di Oms Europa -. Noi sappiamo come proteggere le persone: avvisare tempestivamente le comunità, rendere le città più fresche, garantire l’accesso all’acqua e all’ombra, monitorare le persone più a rischio e preparare i sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano il picco. Sono i passi pratici raccomandati nelle nuove Linee guida per i Piani d’azione su caldo e salute, pubblicate da Oms Europa”.
Il maggior numero di morti premature legate alle temperature estreme si registra in Italia, seguita poi da Spagna, Germania e Grecia. Ieri la Francia ha toccato la vetta dei 42° C, con conseguente chiusura della Tour Eiffel e del Louvre.

