Al Roma Pride con una bandiera di Israele, Mario Adinolfi contestato in piazza. Subito è scattato il parapiglia che ha costretto le forze dell’ordine a intervenire
Tensione in piazza a Roma durante il Pride. Mario Adinolfi è stato contestato dai manifestanti per essersi presentato con una bandiera di Israele. Subito è scattato il parapiglia che ha costretto le forze dell’ordine a intervenire. “Sei omofobo e ti devi vergognare”, gli hanno urlato alcuni dei presenti accusandolo di essere venuto in piazza solo per provocare.
Il leader del Popolo della Famiglia, sui suoi social, assicura che non era quello il suo intento: “Ringrazio le donne e gli uomini della resistenza iraniana che mi hanno accompagnato, Francesca Pascale che non ha temuto di affiancare la sua bandiera dei Gay Conservatori a quella di Israele che portavo io insieme al simbolo del Popolo della Famiglia, Alessandro Bertoldi e il libdem Corrado Besozzi e il Friedman Institute e tanti comuni cittadini per la solidarietà espressami per l’aggressione subita dai violenti della piazza che hanno costretto le forze dell’ordine a intervenire. Non era una provocazione, è stata una testimonianza di verità consegnata mettendo in gioco anche il corpo contro il becerume di certa sinistra che si dice inclusiva ma caccia ogni dissenso secondo un tic totalitario che appartiene alle proprie radici. Shabbat shalom”.
In un altro post, pubblicando le immagini della contestazione, ha aggiunto: “Merda, te ne devi andare, ti devono massacrare. Benvenuti nella pacifica piazza della sinistra inclusiva, per niente isterica e violenta contro chi dissente. Ho risposto sorridendo a chi mi invitava a lasciare la manifestazione che non facevo decidere nulla ai fascisti arcobaleno. E cosi sempre sarà. Ah e a quello co’ la mano a cucchiara e le collanine, levateje er vino”.
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ADINOLFI: PORTO LA BANDIERA DI ISRAELE CHE È L’UNICO STATO DOVE DI RIFUGIANO I GAY MEDIORIENTALI
Riguardo la motivazione di portare una bandiera di Israele, Adinolfi aveva spiegato: “A Roma il Gay Pride ha vietato il carro agli ebrei di Keshet (l’anno scorso fu preso a sassate) umiliandoli per volere del vile sindaco Gualtieri che li costringe a sfilare a piedi, circondati dalla sicurezza in una città che non può permettersi questo singulto persecutorio a pochi metri dal Colosseo dove venivano trucidati i cristiani e dal Ghetto dove i nazisti rastrellarono più di mille miei concittadini per ucciderli a Auschwitz. Gualtieri chiama il divieto del carro per gli ebrei e l’obbligo di sfilare a piedi ‘un compromesso’. Io uso la parola giusta: antisemitismo. E al Gay Pride porto la bandiera dello Stato di Israele che è l’unico Stato dove si rifugiano i gay mediorientali se vogliono evitare di essere arrestati o uccisi”.
MARRAZZO (PARTITO GAY): HO CHIESTO AD ADINOLFI DI ANDARSENE
“Adinolfi, dopo anni di affermazioni contro le nostre famiglie e contro le persone Lgbt+, si è presentato oggi al Roma Pride con una bandiera di Israele, con l’unico scopo di provocare. Molti attivisti, insieme a noi, hanno collaborato con le forze dell’ordine per farlo allontanare, perché era chiaro che cercasse solo visibilità, magari per poi presentarsi come vittima”, ha dichiarato in una nota il portavoce del Partito Gay Lgbt+, Fabrizio Marrazzo.
“Partecipare al Pride- ha proseguito- significa credere nei valori della non discriminazione e venire rappresentando posizione contro i nostri diritti è solo una provocazione, ringrazio le forze dell ordine per averlo fatto allontanare era solo alla ricerca di strumentalizzazioni”.
“Abbiamo lavorato per farlo uscire perché chi porta avanti da sempre posizioni contrarie ai nostri diritti non appartiene al Pride e non può starci dentro. Non è una questione di esclusione- conclude Marrazzo- è che non possiamo permettere che la manifestazione venga strumentalizzata”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

