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Sclerosi multipla pediatrica: ocrelizumab efficace e sicuro

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Sclerosi multipla pediatrica: ocrelizumab efficace e sicuro quanto nei giovani adulti, la conferma dal registro MSBase

Nuovi dati real world presentati al Congresso Annuale 2026 del Consortium of Multiple Sclerosis Centers (CMSC) indicano che ocrelizumab mantiene un profilo di efficacia e sicurezza sovrapponibile nei pazienti con sclerosi multipla a esordio pediatrico (POMS) rispetto ai giovani adulti, rafforzando il ruolo crescente delle terapie anti CD20 ad alta efficacia nelle fasce più giovani con forme recidivanti di malattia.

L’analisi, condotta utilizzando il registro internazionale MSBase, arriva a poche settimane dall’estensione dell’indicazione da parte della FDA, che nel maggio 2026 ha approvato ocrelizumab per i pazienti pediatrici dai 10 anni in su con sclerosi multipla recidivante remittente (RRMS), prima autorizzazione assoluta di un anti CD20 in età evolutiva.

La SM a esordio pediatrico rappresenta il 3 5% dei casi globali ed è caratterizzata da un’attività infiammatoria più intensa, un maggior numero di ricadute e un carico lesionale precoce più elevato alla risonanza magnetica. Sebbene i giovani pazienti recuperino spesso bene dagli attacchi iniziali, il peso cumulativo dell’infiammazione può contribuire nel tempo alla progressione della disabilità e al deterioramento cognitivo.
Secondo Helmut Butzkueven, e colleghi della Monash University, “queste evidenze real world suggeriscono che l’efficacia e la sicurezza consolidate di ocrelizumab nei giovani adulti sono generalizzabili anche alla popolazione con SM a esordio pediatrico”.

Lo studio MSBase: ricadute quasi identiche e stabilità radiologica tra bambini e giovani adulti
L’analisi ha confrontato 55 pazienti pediatrici (10 17 anni) con 55 giovani adulti (18 30 anni) trattati con ocrelizumab, utilizzando un matching rigoroso per sesso, durata di malattia, punteggio EDSS basale, terapie precedenti, fenotipo di SM e Paese di provenienza.

I risultati sulle ricadute sono stati praticamente sovrapponibili: entrambi i gruppi hanno registrato 8 ricadute in 146,5 anni paziente di follow up, con un tasso annualizzato (ARR) di 0,055 (IC 95% 0,024 0,108; P = 0,999). Anche il tempo alla prima ricaduta non ha mostrato differenze significative (HR 0,85; IC 95% 0,29 2,54; P = 0,772), così come il tempo alla comparsa della prima nuova o aumentata lesione T2 (HR 1,40; IC 95% 0,50 3,94; P = 0,522).

Un dato particolarmente rilevante riguarda il miglioramento della disabilità: i pazienti pediatrici hanno mostrato un miglioramento confermato significativamente maggiore, con una variazione media dell’EDSS di −0,54 (DS 1,19) rispetto a −0,03 (DS 0,63) nei giovani adulti (P = 0,002).

Sicurezza coerente tra le fasce d’età e assenza di segnali inattesi
Il profilo di sicurezza è risultato favorevole e simile nei due gruppi. Eventi avversi sono stati riportati in 6 pazienti pediatrici e 7 giovani adulti, includendo asma, stipsi, COVID 19, fatigue, herpes zoster, emicrania e tentativi di suicidio. Non sono state osservate infezioni gravi né malignità in nessuna delle due coorti.

OPERETTA 2: la base dell’approvazione FDA e la conferma del vantaggio radiologico
I risultati MSBase si inseriscono nel solco tracciato dal trial di fase 3 OPERETTA 2, che ha sostenuto l’approvazione FDA. Nello studio, condotto su 187 pazienti pediatrici con RRMS, ocrelizumab ha dimostrato non inferiorità rispetto a fingolimod per ARR, con un vantaggio radiologico significativo.
OPERETTA 2 ha documentato una riduzione relativa del 48% dell’ARR con ocrelizumab rispetto a fingolimod (rate ratio 0,52; IC 95% 0,19 1,33). Nel braccio ocrelizumab sono state osservate il 48% di nuove o aumentate lesioni T2 in meno e l’87% di lesioni T1 captanti gadolinio in meno a 12 settimane. Nessun evento avverso ha portato alla sospensione del trattamento.

Un’evoluzione terapeutica che continua: dall’approvazione del 2017 alla formulazione sottocutanea
L’estensione pediatrica rappresenta l’ultimo passo nell’evoluzione di ocrelizumab, approvato per la prima volta nel 2017 per le forme recidivanti e per la SM primariamente progressiva (PPMS), prima terapia mai autorizzata per questa forma. Il farmaco agisce depletando selettivamente le cellule B CD20 positive, coinvolte nei processi di demielinizzazione infiammatoria e danno assonale.
Nel corso dell’ultimo decennio, ocrelizumab è diventato uno dei trattamenti ad alta efficacia più utilizzati, sostenuto da estensioni a lungo termine che confermano la soppressione duratura delle ricadute, il controllo radiologico e il rallentamento della progressione della disabilità. Nel 2024 la FDA ha inoltre approvato la formulazione sottocutanea Ocrevus Zunovo, alternativa più rapida all’infusione endovenosa per adulti con SM recidivante e PPMS.

Implicazioni cliniche: verso un uso più precoce delle terapie ad alta efficacia nei giovani
Nel complesso, i ricercatori sottolineano che i nuovi dati MSBase offrono un’ulteriore conferma: il profilo di efficacia e sicurezza di ocrelizumab negli adulti appare replicabile anche nei pazienti pediatrici. Un elemento cruciale in un contesto clinico che si sta orientando sempre più verso l’impiego precoce di terapie ad alta efficacia nei giovani con malattia attiva, con l’obiettivo di contenere l’infiammazione cumulativa e preservare la funzione neurologica nel lungo termine.

Fonte:
Butzkueven H, Gershon A, Muros-Le Rouzic E, et al. Effectiveness and Safety of Ocrelizumab in People With Pediatric- vs Young-Adult Onset Multiple Sclerosis: An MSBase Registry Matched Cohort Analysis. Presented at: 2026 CMSC Annual Meeting; May 27-30, 2026; Charlotte, NC. Abstract NDM04.

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