Madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella, analisi su 70 alimenti sequestrati in casa delle vittime. E arriva il pool tedesco
Sono 70 gli alimenti che sono stati sequestrati in casa di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte avvelenate dopo il Natale scorso a Pietracatella, in provincia di Campobasso dopo aver assunto la ricina, una potentissima tossina velenosa. Gli alimenti, che verranno analizzati da un pool di investigatori che comprendono anche dei super esperti in arrivo dalla Germania, sono stati sequestrati nella casa della famiglia Di Vita (che è tuttora sotto sequestro) il 29 dicembre (Sara Di Vita morì il 27, la madre Antonella il 28) e poi il 7 gennaio. Il conferimento dell’incarico avverrà lunedì prossimo, 29 giugno.
LA PROSSIMA UDIENZA
L’incarico ai nuovi consulenti verrà conferito il 29 giugno a Pavia, al Centro Antiveleni Tossicologico Maugeri: è lì che le analisi sul sangue delle due vittime hanno individuato la presenza della ricina, facendo emergere un colpo di scena incredibile in quello che sembrava un caso di intossicazione alimentare. Gli alimenti sequestrati sono in custodia all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise. Il 29 dicembre sono stati sequestrati 19 prodotti , molti altri poi sono stati presi il 7 gennaio. Si tratta di cibi fatti in casa e prodotti confezionati di varie marche, che si trovavano nei frigoriferi e nei congelatori della famiglia: 18 alimenti dal freezer e 17 dal frigorifero dei Di Vita, a cui si sommano altri 16 prodotti che erano ella casa della madre di Gianni Di Vita, che vive in un appartamento al pirmo piano, sotto quella della famiglia.
CHI SONO GLI ESPERTI
Nel team di consulenti che la Procura di Larino metterà in campo, ci sarà anche Robert Koch Institute di Berlino e la Bundeskriminalamt, la polizia federale tedesca. Come mai? Perchè in Germania da tempo vengono applicate tecnologia e metodiche d’avanguardia per lo studio della ricina. Gli inquirenti vogliono capire come sia stata prodotta la ricina utilizzata per uccidere le due donne: se sia stata autoprodotta o acquistata sul dark web. Una cosa è certa: si trattava di una sintesi pura, quindi ancora più letale. I periti saranno: Luca Morini, tossicologo forense dell’Università di Pavia; Christian Herzog, direttore del centro tedesco e la sua collaboratrice Sylvia Worbs (esperta di tossine biologiche). Gli esperti avranno anche il compito di cercare tracce del veleno su indumenti, mobili e oggetti della casa.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

