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Allarme occhi: più della metà compra occhiali da sole sulle bancarelle. Solo 1 su 4 sa che la cornea si “scotta”

occhiali giovani

Il 45% non conosce i rischi delle lenti senza filtro UV, 1 il 55% dei genitori non protegge gli occhi dei figli con occhiali da sole

Con l’arrivo del primo weekend d’estate milioni di italiani si preparano a trascorrere giornate al mare, in piscina, in montagna o semplicemente all’aperto.

Eppure, mentre la protezione della pelle è ormai una buona abitudine consolidata, quella degli occhi continua a essere ampiamente sottovalutata.

Secondo una survey realizzata da Doctolib su oltre 2.100 italiani maggiorenni, solo 1 persona su 4 (25%) associa gli occhi arrossati e brucianti dopo una giornata all’aperto all’eccessiva esposizione ai raggi UV, nonostante il sole possa provocare una vera e propria “scottatura” della cornea. Non solo: quasi la metà degli intervistati (45%) non conosce i rischi legati all’utilizzo di lenti scure prive di filtro UV certificato, 1 italiano su 3 (33%) ha acquistato almeno una volta occhiali da sole sulle bancarelle o per strada e oltre 1 genitore su 2 (55%) non protegge abitualmente gli occhi dei propri figli con occhiali da sole.

A preoccupare è soprattutto il comportamento dei più giovani. Tra gli under 35, oltre 1 persona su 2 (52%) ha acquistato occhiali da sole sulle bancarelle o per strada e solo il 41% sa che una lente scura senza filtro UV può essere persino più dannosa che non indossare alcuna protezione. Più della metà sceglie gli occhiali principalmente per l’estetica (51%), mentre appena il 27% mette al primo posto la protezione UV.

Tra i portatori di lenti a contatto della stessa fascia d’età, inoltre, il 40% fa il bagno in mare o in piscina senza alcuna precauzione.

OCCHIALI NON CERTIFICATI: IL RISCHIO INVISIBILE DIETRO LE LENTI SCURE

I dati della survey rivelano un paradosso: oltre 1 under 35 su 2 (52%) acquista occhiali da sole sulle bancarelle e quasi la metà degli intervistati (45%) non sa che una lente scura senza certificazione UV è persino peggio che non avere gli occhiali.

È una questione puramente fisiologica. Quando mettiamo una lente scura” – spiega il Dott. Hassan Bahja, oculista specialista in oftalmologia – “la nostra pupilla si dilata in automatico per far entrare più luce, proprio come succede quando entriamo in una stanza buia. Se però quel paio di occhiali non ha un filtro UV a norma, stiamo di fatto spalancando la porta ai raggi ultravioletti. In pratica, arrivano dritti al cristallino e alla retina in quantità molto maggiore. Per quanto possa sembrare strano, in questi casi fa meno male stare senza occhiali: l’abbagliamento del sole ci obbliga a strizzare gli occhi e la pupilla si stringe, difendendosi da sola. Usare lenti finte o di scarsa qualità solo per moda è un rischio per la vista, perché alla lunga aumenta il rischio di cataratta precoce o degenerazione maculare”.

LENTI A CONTATTO E BAGNI IN MARE: UN RISCHIO CHE COINVOLGE 6 PERSONE SU 10

Tra i portatori di lenti a contatto emerge un’altra abitudine potenzialmente pericolosa: il 60% fa il bagno in mare o in piscina senza rimuoverle. Tra gli under 35, il 40% si immerge addirittura senza alcuna protezione.

Il punto è che l’acqua, che sia del mare, della piscina o anche solo della doccia in spiaggia, non è mai sterile” – afferma l’oculista di Doctolib. “È popolata da microrganismi e batteri, tra i quali l’Acanthamoeba, un patogeno molto insidioso. In acqua la lente a contatto si comporta come una spugna, perché si impregna e intrappola questi microrganismi, tenendoli schiacciati contro la cornea. Se consideriamo poi che la lente stessa rischia di creare dei micro-graffi superficiali sull’occhio, stiamo di fatto offrendo ai batteri la porta d’ingresso perfetta. Il risultato sono le cheratiti, infezioni corneali dolorosissime, davvero ostiche da curare e che, nei casi peggiori, possono lasciare danni visivi permanenti”.

BAMBINI, OLTRE 1 GENITORE SU 2 NON PROTEGGE GLI OCCHI DAL SOLE

La survey evidenzia, inoltre, una scarsa attenzione verso la protezione oculare dei più piccoli: oltre 1 genitore su 2 (55%) ammette di non riuscire a far tenere gli occhiali da sole ai propri figli o preferisce aspettare che crescano. Tra i genitori tra i 35 e i 44 anni, la fascia che più frequentemente accompagna bambini piccoli al mare, il 52% utilizza soltanto la crema solare perché fatica a far tenere gli occhiali ai figli.

I danni sono decisamente maggiori semplicemente perché il loro occhio è diverso. Fino a una certa età” – dichiara Bahja – “il cristallino (la lente naturale del nostro occhio) è perfettamente trasparente, quindi lascia passare verso la retina moltissimi raggi UV. Man mano che cresciamo e invecchiamo, il cristallino ingiallisce e inizia a fare da filtro naturale. Poiché i danni causati dal sole si sommano nel corso di tutta la vita, prendere troppi raggi UV da piccoli significa porre le basi per patologie oculari da adulti. Capisco bene la fatica dei genitori in spiaggia, ma bisogna avere pazienza: montature morbide, laccetti elastici o almeno un buon cappellino con una visiera molto larga sono fondamentali fin dai primi mesi”.

LA “SCOTTATURA” DEGLI OCCHI CHE QUASI NESSUNO CONOSCE

Solo il 25% degli italiani collega occhi arrossati, lacrimazione e bruciore a fine giornata all’esposizione ai raggi UV. Tra gli under 35 la percentuale scende addirittura al 12%. La maggior parte attribuisce questi sintomi al cloro, alla salsedine, al vento o alla crema solare.

Eppure la cosiddetta fotocheratite è una condizione ben nota agli specialisti.

Sì, in medicina la chiamiamo fotocheratite ma di fatto è un’ustione della superficie della cornea provocata dai raggi UVB. Il meccanismo” – continua l’oculista – “è identico a quello dell’eritema solare sulla pelle: mentre sei al sole non te ne accorgi, ma dopo qualche ora (di solito verso sera) compaiono rossore, lacrimazione abbondante, dolore e un forte fastidio alla luce. È un classico, nelle giornate in mare aperto o in alta quota. Il problema è che le persone spesso confondono questi sintomi con la banale stanchezza o con il fastidio della salsedine, e magari peggiorano le cose mettendo colliri a caso. Invece di dover curare un’infiammazione acuta, basterebbe un buon occhiale da sole per evitarla alla radice”.

PREVENZIONE: QUASI 1 ITALIANO SU 4 CONTROLLA GLI OCCHI SOLO QUANDO HA UN PROBLEMA

La ricerca evidenzia infine come la prevenzione oculistica resti un punto debole. Se il 57% degli italiani effettua una visita di controllo almeno ogni uno o due anni, quasi 1 persona su 4 (24%) si rivolge all’oculista soltanto quando compare un problema specifico oppure non effettua controlli regolari.

Gli uomini risultano meno attenti delle donne, mentre gli over 65 si confermano la fascia più virtuosa.

Per Doctolib, l’app gratuita che aiuta i cittadini nella gestione della propria salute, promuovere la prevenzione significa contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sui comportamenti che possono incidere nel lungo periodo. Anche durante l’estate, infatti, piccoli gesti quotidiani – dalla scelta degli occhiali da sole all’utilizzo corretto delle lenti a contatto – possono fare la differenza nella protezione della vista di adulti e bambini. 

LE 5 REGOLE D’ORO DELL’OCULISTA DI DOCTOLIB PER L’ESTATE

I PRINCIPALI DATI EMERSI DALLA SURVEY DOCTOLIB

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