Tumore della prostata metastatico ormono-sensibile: radioligando con lutezio-177 efficace in tutti i sottogruppi di pazienti
Nuovi dati presentati al Congresso ASCO 2026 rafforzano il ruolo della terapia con il radioligando lutetio-177 nel trattamento precoce del carcinoma prostatico metastatico positivo al PSMA. L’analisi di sottogruppo dello studio di fase III PSMAddition mostra infatti che Pluvicto (lutetium Lu 177 vipivotide tetraxetan), aggiunto allo standard di cura, migliora la sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) indipendentemente dal volume di malattia e dalle modalità di presentazione clinica del tumore.
Beneficio costante nei diversi profili di pazienti
Il carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile (mHSPC) rappresenta una malattia estremamente eterogenea. Alcuni pazienti presentano una malattia ad alto volume fin dalla diagnosi, mentre altri sviluppano metastasi dopo una fase iniziale localizzata. Queste differenze influenzano spesso la prognosi e le scelte terapeutiche.
Proprio per valutare la robustezza dei risultati ottenuti nello studio PSMAddition, i ricercatori hanno analizzato l’efficacia di Pluvicto nei principali sottogruppi clinici. I dati dimostrano una riduzione del rischio di progressione radiologica o morte sovrapponibile in tutte le categorie considerate.
Nella popolazione complessiva dello studio, Pluvicto associato allo standard di cura ha ridotto del 28% il rischio di progressione o decesso rispetto alla sola terapia standard (HR 0,72). Lo stesso beneficio è stato osservato nei pazienti con elevato carico di malattia (HR 0,72), in quelli con malattia a basso volume (HR 0,73), nei casi diagnosticati direttamente in fase metastatica (HR 0,74) e nei pazienti con recidiva dopo un precedente trattamento locale (HR 0,74).
Secondo Fred Saad, professore e presidente del Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Montreal, questi risultati confermano il potenziale della terapia radioligandica come trattamento precoce per un’ampia popolazione di pazienti con tumore della prostata metastatico positivo al PSMA.
Confermati anche gli endpoint secondari
Oltre alla sopravvivenza libera da progressione radiologica, l’analisi ha mostrato risultati coerenti anche per altri indicatori clinicamente rilevanti, tra cui il tempo alla progressione del PSA e il tempo allo sviluppo di malattia resistente alla castrazione (mCRPC).
Si tratta di un aspetto particolarmente importante poiché la maggior parte dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile evolve verso una fase resistente alle terapie ormonali entro circa 20 mesi dalla diagnosi. Anticipare l’utilizzo di strategie terapeutiche innovative potrebbe quindi contribuire a ritardare significativamente questa evoluzione naturale della malattia.
Un profilo di sicurezza gestibile
L’analisi conferma inoltre un profilo di sicurezza in linea con quanto già osservato negli studi precedenti.
Gli eventi avversi di grado 3 o superiore sono stati riportati nel 50,7% dei pazienti trattati con Pluvicto in aggiunta allo standard di cura, rispetto al 43% del gruppo di controllo. Gli effetti indesiderati più frequenti sono risultati xerostomia, affaticamento, nausea, vampate di calore e anemia. La frequenza e la tipologia degli eventi avversi sono risultate sostanzialmente sovrapponibili nei diversi sottogruppi analizzati.
La terapia radioligandica cambia il paradigma terapeutico
Pluvicto è una terapia radioligandica diretta contro il PSMA (Prostate Specific Membrane Antigen), una proteina espressa in oltre l’80% dei tumori della prostata. Il farmaco combina un ligando capace di riconoscere selettivamente il bersaglio tumorale con il radioisotopo lutetio-177, che rilascia radiazioni direttamente all’interno delle cellule neoplastiche.
Questo approccio consente di colpire in modo mirato le metastasi disseminate nell’organismo, limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti e rappresenta uno dei più importanti progressi degli ultimi anni nel trattamento del carcinoma prostatico avanzato.
Sulla base dei risultati dello studio PSMAddition, Novartis ha già presentato richieste di autorizzazione alle autorità regolatorie di Stati Uniti, Cina e Giappone, con le prime decisioni attese nella seconda metà del 2026.
La prossima frontiera: l’actinio-225
Durante il congresso ASCO sono stati presentati anche dati preliminari relativi a 225Ac-PSMA-617, una nuova generazione di terapia radioligandica basata sull’isotopo radioattivo actinio-225.
A differenza del lutetio-177, che emette particelle beta, l’actinio-225 rilascia particelle alfa ad altissima energia e con un raggio d’azione estremamente ridotto. Questo potrebbe consentire una maggiore capacità di distruzione delle cellule tumorali mantenendo limitata l’esposizione dei tessuti sani.
I risultati dello studio di fase I AcTION hanno evidenziato una promettente attività antitumorale, con riduzioni del PSA e risposte radiologiche associate a un profilo di sicurezza considerato gestibile. Attualmente sono già in corso due studi registrativi di fase III che valuteranno il farmaco sia nei pazienti precedentemente trattati con Pluvicto sia in prima linea nella malattia metastatica resistente alla castrazione.
I nuovi dati confermano quindi il crescente ruolo della radioligand therapy nel tumore della prostata e rafforzano la strategia di anticipare questi trattamenti nelle fasi più precoci della malattia, con l’obiettivo di migliorare in modo significativo gli outcome clinici dei pazienti.

