Gli arresti arrivano sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma
Arrestati sette anarchici accusati di aver sabotato la linea dell’Alta Velocità Roma-Firenze sabato 14 febbraio per protestare contro le Olimpiadi Milano-Cortina, al motto di ‘Fuoco alle Olimpiadi’: sono accusati di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo. Quel giorno, vennero utilizzati “manufatti esplosivi rudimentali che hanno provocato gravi danni all’infrastruttura per un costo di ripristino pari a 455mila euro”.
Gli arresti sono scattati sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma: cinque andranno in carcere, due agli arresti domiciliari. In un video diffuso dalla Polizia, si vedono gli anarchici incontrarsi in un casolare nelle campagne di Vicovaro, nel luglio del 2025, per una riunione riservata: non avevano con sè i cellulari, arrivarono alla spicciolata e, dopo l’incontro, sono stati ripresi mentre bruciavano gli appunti per non lasciare alcuna traccia.
Il sabotaggio dell’Alta velocità del 14 febbraio 2026 venne fatto in concomitanza ad un altro attacco alla linea Roma-Napoli e venne rivendicato sul sito web ispiraazione.noblogs.org che, scrivono gli inquirenti, venne “creato appositamente qualche mese prima”. Nella rivendicazione si faceva cenno alla concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina (“Fuoco alle Olimpiadi“) e agli intenti antimilitaristi e di attacco violento alle infrastrutture”. L’attentato alla ferrovia aveva anche l’obiettivo di mantenere attiva la mobilitazione dell’anarco-insurrezionalismo contro la detenzione dell’anarchico Alfredo Cospito con il regime del 41bis.
LE ACCUSE
I sette arrestati sono accusati di aver costituito e organizzato una compagine criminale o gruppo di affinità connotato dallo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e strutturato secondo modalità e metodologie note e sperimentate nel movimento anarchico, gruppo radicato nel territorio capitolino, ma anche in relazione con realtà affini individuabili, tra l’altro, nelle aree di Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli, dove infatti sono in corso perquisizioni. Gli arresti di oggi arrivano sulla base delle prove raccolte nel corso delle attività investigative della Digos di Roma: l’inchiesta ipotizza il reato di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Due degli arrestati sono anche gravemente indiziati di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo.
PERQUISIZIONI ANCHE A BOLOGNA, MILANO, NAPOLI E IN ALTRE CITTÀ
Nella giornata di oggi, oltre agli arresti, sono in corso anche numerose perquisizioni a a Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti nei confronti di attivisti indagati. Interessato inoltre a tale attività il centro anarchico romano Bencivenga Occupato ed altri similari. Visto il carattere diffuso delle attività criminose e la presenza di reti e collegamenti, anche a livello internazionale, l’operazione è coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Va sottolineato che, poiché il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che dunque il materiale probatorio raccolto e da raccogliere dovrà essere vagliato nelle successive fasi di giudizio, tutte le persone sottoposte ad indagine debbono ritenersi innocenti fino a che non divenga definitiva una eventuale sentenza di condanna.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

