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Il 21% della moda non arriva mai ai clienti (ed è già tutto prodotto)

discarica vestiti atacama

C’è un dato che racconta un lato poco discusso della moda: il 21% dei capi nuovi immessi sul mercato resta invenduto: prodotti nuovi, perfetti, già pronti per essere indossati

Quando si parla di transizione ecologica e di riduzione degli sprechi nel settore dell’abbigliamento, l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sul mercato del second hand, eppure esiste un’altra grande sfida, molto meno visibile ma altrettanto rilevante, quella dei capi nuovi che rimangono invenduti. Una fetta enorme che contribuisce ad alimentare uno spreco di milioni di articoli ogni anno, impattando pesantemente sul sistema economico e ambientale, e che secondo un recente studio pubblicato dal Joint Research Centre, rappresenta circa il 21% dei prodotti tessili immessi sul mercato.

Milioni di articoli nuovi restano infatti fermi, principalmente perché fuori stagione o a causa di un fisiologico disallineamento tra le stime di produzione e la reale domanda, e che nella migliore delle ipotesi sfuggono al macero ma finiscono per rimanere chiusi per anni nei magazzini, oppure per disperdersi in una fittissima rete di piccoli outlet e stockhouse sul territorio. Un patrimonio già prodotto che continua a esistere ma che, molto spesso, rimane invisibile agli occhi dei consumatori.

Flashion nasce per rispondere esattamente a questo problema, aggregando l’immenso inventario disperso di outlet e stockhouse in un’unica piattaforma, offrendo loro visibilità e agli utenti un’esperienza di acquisto online congiunta e strutturata.

“Negli ultimi anni il dibattito sulla moda sostenibile ha posto giustamente l’attenzione sul riutilizzo dei capi usati, ma esiste un’altra area di intervento che riceve molta meno attenzione. Milioni di prodotti nuovi e perfettamente utilizzabili escono dal mercato semplicemente perché cambia la stagione o perché risultano difficili da intercettare per il consumatore finale” commenta Alessio Cardellini, fondatore di Flashion.

Dalla vetrina allo smartphone: la tecnologia rimette in gioco le collezioni dimenticate

Se da un lato il mercato degli outlet rappresenta uno dei principali canali attraverso cui i capi invenduti continuano a trovare una collocazione, dall’altro la forte frammentazione del settore limita la capacità di intercettare la domanda. Migliaia di piccoli negozi e stockhouse distribuiti sul territorio custodiscono infatti collezioni passate e prodotti spesso disponibili in quantità limitate o in taglie uniche, rendendo tecnicamente complesso ed economicamente insostenibile lo sviluppo e il mantenimento di un e-commerce.

La conseguenza di questa barriera ricade a cascata sul consumatore finale che, visitando fisicamente il negozio di quartiere, si scontra con un’offerta limitata e fatica a trovare la taglia o il modello esatto che desidera, finendo molto spesso per rinunciare all’acquisto o per rivolgersi alla grande distribuzione e perdendo l’opportunità di comprare un capo di qualità a un prezzo vantaggioso.

Riunendo una grande varietà di articoli all’interno di un unico grande spazio digitale, Flashion riesce a far incontrare la richiesta specifica del cliente, alla ricerca di un determinato marchio, con l’offerta frammentata dei piccoli negozianti, rendendo finalmente possibile prolungare concretamente il ciclo di vita dei prodotti. Inoltre, se il prodotto desiderato non è disponibile nell’app, l’utente può compilare un form che Flashion inoltra ai negozi del network, consentendo a chi dispone dell’articolo o di una valida alternativa di proporlo attraverso una chat interna all’app.

In questo modo i clienti hanno la possibilità di acquistare prodotti nuovi e certificati alla metà del prezzo originario e al contempo di compiere una scelta di reale sostenibilità, sbloccando di fatto un inventario immenso che era già presente sul territorio ma risultava del tutto invisibile in rete.

“Il nostro obiettivo è fornire agli outlet tutti gli strumenti necessari per competere nel mercato online e smaltire le collezioni passate senza dover sostenere i costi di una piattaforma singola. Vogliamo dimostrare ai consumatori che essere sostenibili significa anche e soprattutto dare il giusto valore a ciò che è già stato prodotto, rendendo finalmente accessibile quel capo perfetto che aspetta solo di essere trovato nel negozio giusto, supportando allo stesso tempo l’economia dei piccoli commercianti” conclude Alessio Cardellini.

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