All’hotel Royal, sede del summit, la sessione dedicata a Kiev. In sala Trump, Rubio, Macron, Meloni, Merz, Costa e Takaichi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato ad Evian-les-Bains, come invitato al G7, accolto al suo arrivo dal presidente francese Emmanuel Macron, con il quale poi ha avuto un trilaterale insieme a Donald Trump. Come scrive il sito di Kiev Independent.
Intanto è iniziata la prima sessione di lavoro del G7, concentrata su “come costruire la pace e la sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa”. La riunione è iniziata con circa tre quarti d’ora di ritardo rispetto al programma, perché preceduta dal bilaterale Macron-Zelensky. I due si sono uniti agli altri leader in attesa in sala – tra chiacchiere e battute distese – insieme a Donald Trump. Ad accompagnare il presidente Usa anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Stretta di mano con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo ingresso in sala.
Meloni – scrive il Corriere della Sera – ha commentato l’incontro con Trump: “È andata benissimo, abbiamo parlato come se nulla fosse, abbiamo riso e scherzato. Non avevo dubbi, tutto bene”. Un disgelo, lo hanno definito i presenti. Anche se, in questo G7, il termometro lo tiene in mano uno solo.
Bienvenue à Évian ! pic.twitter.com/TPwK7TFkIV
— G7 (@G7) June 15, 2026
La proposta di Zelensky
Ieri Zelensky aveva riferito di aver discusso con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, la possibilità di organizzare un incontro negli Stati Uniti con l’omologo russo Vladimir Putin. “Abbiamo offerto a Putin la possibilità di incontrarci ovunque si potessero prendere decisioni concrete per porre fine alla guerra”, aveva spiegato Zelensky su X, “non ha accettato. Abbiamo discusso con gli Stati Uniti e la Francia la possibilità di un incontro con la Russia in occasione del G7, con la rappresentanza di tutte le nazioni democratiche. Putin non ha acconsentito”.
La maglia della Germania
Quando Trump è entrato, Friedrich Merz gli è quasi corso incontro – racconta il Guardian – per consegnargli la maglia della nazionale tedesca col numero 47 (quello del quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti) e assicurarsi la foto del giorno.
L’aneddoto dice molto sul tono del vertice. Il summit di quest’anno si riduce essenzialmente alla gestione di un solo uomo e delle sue posizioni sulle questioni del giorno: Ucraina, Medio Oriente, equilibri commerciali. Gli altri, Canada, UE, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, manovrano intorno a lui cercando di non perdere terreno.

