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Nordio: “Il libro più importante è il Codice penale firmato da Mussolini”. Pd: “Perso un’occasione per tacere”

carlo nordio

Il ministro della Giustizia critica la proposta degli organizzatori di Più Libri Più Liberi, sollevando un polverone

Non si placano le polemiche attorno alla Fiera nazionale della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, in programma a Roma il prossimo dicembre. Al centro dello scontro c’è l’istituzione di un “patentino antifascista” proposto dagli organizzatori della manifestazione per regolare l’adesione ai valori costituzionali da parte dei partecipanti. Una scelta fortemente criticata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, le cui dichiarazioni hanno immediatamente innescato la reazione sdegnata del Partito Democratico.

L’ATTACCO DI NORDIO: “IL CODICE PENALE RECA LA FIRMA DI MUSSOLINI”

Il Guardasigilli è intervenuto direttamente sulla vicenda, mettendo in discussione la logica stessa del certificato richiesto dalla fiera dell’editoria. “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini”, ha commentato inizialmente Nordio.

Di fronte alle polemiche nate dalle sue parole, il Ministro della Giustizia ha successivamente voluto specificare il proprio pensiero riferendosi direttamente al Codice Rocco. Per Nordio si tratterebbe di un vero e proprio controsenso ideologico: “È proprio un paradosso che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole cambiare un codice firmato da Mussolini“.

LA REPLICA DEL PD: “UN OSCENO ELOGIO REVISIONISTICO”

La controreplica delle opposizioni è arrivata per bocca del senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali, che ha definito l’uscita del ministro come “la derapata più grossolana e ridicola” all’interno di una presunta corsa di Fratelli d’Italia a inseguire a destra le posizioni del generale Vannacci. Secondo Parrini, la tesi espressa da Nordio è “sconcertante e ridicola per almeno tre ragioni. La prima: che c’entra il Codice Rocco con la vicenda Più libri più liberi? Niente. La seconda ragione è che le parole di Nordio comportano un osceno elogio revisionistico di Mussolini. La terza è che il ministro della Giustizia sostiene il falso: pur non essendo mai stato formalmente sostituito da un altro testo globale, il Codice Rocco del 1930 è stato progressivamente svuotato dei suoi elementi autoritari, illiberali e antidemocratici. È rimasto come guscio. È sparita la sua sostanza ideologica. Il ministro ancora una volta sembra aver perso una gigantesca occasione per tacere”, conclude Parrini.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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