A far scoppiare il caso a livello mediatico è stata l’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli
Alcuni dipendenti dell’azienda dei trasporti milanesi (Atm) avrebbero preso dalle videocamere di sorveglianza di bordo immagini di donne sedute sul tram e se le sarebbero scambiate su una chat di WhatsApp accompagnandole con commenti sessisti.
A scoprire la presunta chat sarebbe stata – secondo quanto riferito dall’influencer e attivista femminista Carlotta Vagnoli – una passeggera che avrebbe letto dei messaggi in una chat chiamata ‘Staff Ticinese‘ e le avrebbe fotografate.
“Un’ennesima chat in cui corpi di donne ignare di essere riprese vengono scambiati e commentati con violenza e sessismo: il caso colpisce il trasporto pubblico milanese. Commenti sul culo, sulle gambe, sul corpo delle donne che prendono il tram, immagini scambiate in una chat, fotogrammi presi dalla videosorveglianza: siamo – di nuovo – nella sfera della technology facilitated gender based violence, ovvero quella violenza agevolata dai dispositivi tecnologici che no, non sono imparziali” scrive così Vagnoli su Instagram.
La nota di Atm
“A proposito dell’episodio segnalato da una passeggera sull’uso improprio di immagini delle telecamere di bordo da parte di alcuni dipendenti Atm – si legge in una nota dell’azienda – si è prontamente attivata con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa”.

