In occasione dell’esordio, la stella della nazionale iraniana lancia un messaggio di pace e unità
Alireza Jahanbakhsh, 32 ammi, è nato e cresciuto nel nord dell’Iran e, sebbene abbia trascorso anni lontano per intraprendere la carriera da calciatore, la sua terra natia rimane il luogo che considera casa. Così ha parlato alla vigilia della partita d’esordio della sua nazionale ai Mondiali FIFA 2026: – l’Iran giocherà questa notte ore 3 italiane contro la Nuova Zelanda a Los Angeles.
“Amo l’Iran e cerco di tornare a casa il più spesso possibile per far visita alla mia famiglia. Sono un uomo di famiglia e non riesco a stare lontano da loro per troppo tempo. Sono in contatto con i miei genitori tutti i giorni e li vado a trovare il più spesso possibile. Amo l’Iran, amo ogni angolo del mio Paese”.
Il torneo rappresenta per Alireza la quarta partecipazione alla fase finale di una Mondiale: è un giocatore che è sempre stato presente per la sua nazionale, rispondendo alla chiamata ogni volta che è arrivata, indipendentemente da dove giocasse.
“La forza della nostra squadra risiede sia nelle nostre qualità individuali, sia nel fatto che come gruppo abbiamo lo stesso obiettivo: giocare con il sorriso e cercare di rendere felici i nostri tifosi” spiega.
“La gente adora il Team Melli, che ha sempre fatto parte delle loro vite, po
rtando gioia nelle loro case, e vorremmo continuare a farlo. Fortunatamente, come gruppo, abbiamo l’opportunità di rappresentare ancora una volta il nostro Paese su un palcoscenico così importante”.
Nel contesto del conflitto che ha colpito la sua patria e le aree circostanti, la preparazione in Iran non è stata facile. Piuttosto che usare questa situazione come scusa, Jahanbakhsh vuole lanciare un messaggio di positività.
“È difficile descrivere le mie emozioni nel rappresentare il mio Paese alla quarta Coppa del Mondo, perché giocare anche solo in un torneo è sempre stato un sogno mio, della mia famiglia e dei miei genitori fin da quando ero piccolo.”
“Certo, la situazione a casa influisce in qualche modo sulla squadra, ma noi parliamo con i fatti e questo è ciò che tutti sanno. Vogliamo assicurarci di trovare un modo per alleviare il difficile periodo che i nostri conterranei hanno attraversato negli ultimi anni e di far tornare il sorriso sui loro volti”. “Come singoli e come squadra, vorremmo dimostrare che il calcio unisce il mondo e le persone” conclude il giocatore iraniano.

