Geraldine, mia madre (Mauro Pagliai Editore, 256 pp., 13 euro) è una saga familiare di emigrazione e resilienza che si dipana nell’arco di un secolo segnato da due guerre mondiali
È il dicembre del 1917 quando Luisa Civetta s’imbarca ventitreenne sul transatlantico Giuseppe Verdi diretta in America, per ricongiungersi con il giovane Pasquale Cortese, il quale sarà presto internato in manicomio lasciando Luisa sola con tre figli. Mentre Geraldine inizia a lavorare come parrucchiera, suo fratello Vincent viene arruolato e salpa per l’Italia, dove ritrova le proprie radici. Qui conosce la futura sposa Marisa, sorella del pittore fiorentino Rodolfo Marma.
Dalla storia di Luisa prende così avvio un appassionante romanzo familiare: quello della figlia Geraldine, di suo marito Rodolfo e della sorella di lui, che dopo le nozze con Vincent si trasferirà in America come sposa di guerra.
Geraldine, mia madre (Mauro Pagliai Editore, 256 pp., 13 euro) è una saga familiare di emigrazione e resilienza che si dipana nell’arco di un secolo segnato da due guerre mondiali e da profonde trasformazioni, ma da cui emergono figure femminili straordinarie, capaci di affrontare imprevisti, amarezze e delusioni con coraggio e determinazione. Una storia di altri tempi ma in realtà senza tempo: quella di chi prova a ricostruirsi una vita altrove senza mai dimenticare le proprie origini. Un libro-verità narrato con delicatezza e rigore documentario da Marisa Marmaioli, che in queste pagine restituisce alla memoria ciò che il tempo rischiava di portare via per sempre.
Il libro sarà presentato giovedì 11 giugno alle ore 18 alla Libreria del Teatro Niccolini (Via Ricasoli, 3/5) alla presenza dell’autrice. Introduce l’editore Antonio Pagliai, interviene la professoressa Cristina Giachi.

