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“Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri”: le parole di Vannacci fanno discutere

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“Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri”, bufera sull’ultima di Vannacci. Anzi, la penultima. Perché all’assemblea di FN, il generale ha anche rilanciato il lavoro minorile

Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”. Lo ha detto il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, nel secondo giorno dell’assemblea costituente del partito. Scatenando una domenica pomeriggio di polemiche e reazioni politiche.

Le dichiarazioni di Vannacci sono gravissime. Giulia Cecchettin, Ilaria Sula, Luciana Ronchi e tante altre non sono nomi astratti né casi isolati: sono donne che hanno perso la vita per mano di un uomo – ha detto Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati – Negare l’esistenza del femminicidio significa ignorare una violenza che colpisce le donne proprio in quanto donne. Significa voltare le spalle alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone che ogni giorno si impegnano per contrastare questa piaga. Vannacci, ancora una volta, dimostra una visione arretrata e distante dalla realtà. Questa è una battaglia che non ha colore politico, l’introduzione del reato di femminicidio nel nostro ordinamento ha permesso al Paese di fare un ulteriore passo in avanti e, al contempo, di dare un segnale importante alle donne. Chi pensa di legittimare queste parole, di minimizzare questi fenomeni o di far fare al Paese un passo indietro commette un errore. L’Italia ha bisogno di più consapevolezza e impegno contro ogni forma di violenza, non di negazionismi che alimentano indifferenza e divisioni”.

E così tra gli altri il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Alfredo Antoniozzi: “I femminicidi sono una piaga ed è stato giusto che il Parlamento all’unanimità abbia deciso di inserire un’aggravante specifica. Giorgia Meloni lo ha voluto appositamente e abbiamo apprezzato il comportamento delle opposizioni”. che continua: “Anche quest’anno il dato dei femminicidi segna meno rispetto agli anni scorsi ed è una cosa confortante anche se tutti sogniamo che si arrivi allo zero. Questo non significa che uccidere senza ragione e senza l’unica cosa possibile, la legittima difesa, un uomo sia un delitto impunito o che uccidere un bambino non sia gravissimo. Ma compito del legislatore è cogliere i bisogni della società. Sulla lotta ai femminicidi e sul rispetto delle donne tutte le forze politiche dovrebbero essere concordi. Questi sono temi comuni e non di parte“.

Ma Vannacci nel suo discorso ha provocato toccando (pianissimo) anche altri temi. La scuola per esempio, che per lui “deve essere dura e selettiva perché la vita è dura e selettiva. Oggi la sinistra parla di disagio giovanile ed è anche perché la scuola di oggi, buonista, non prepara alla vita. Le aziende che ho incontrato dappertutto mi hanno detto che dalle superiori, anche dai bistrattati istituti professionali, escono studenti che non sanno fare nulla. Ecco, a scuola dobbiamo imparare ad andare al lavoro, non c’è tempo per cose teoriche, per quelle ci sarà tempo dopo in maniera volontaria. Io voglio una scuola che produce un prodotto all’altezza”.

“Perché non riportiamo il libretto di lavoro a 14 anni? Magari uno studente durante l’estate vuole lavorare, facendo il cameriere o l’aiuto bagnino, mica in miniera”.

Ma ha trovato il tempo anche per parlare di dighe, di salmoni e di anguille da… remigrare. Ha fatto un lungo elenco di dighe che a suo avviso potrebbero essere costruite in tutta Italia per ricavare energia elettrica dalla forza dell’acqua. “Basta con la sinistra dei no- aggiunge- non vogliono le dighe perché danneggerebbero salmoni e anguille. Bè, salmoni e anguille andassero da qualche altra parte…“.

Tutto ciò prima di chiudere il suo intervento citando, prima in italiano e poi in russo, la celebre frase pronunciata dal principe MyÜkin nel romanzo ‘L’Idiota’ di Fëdor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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