GSK accelera la propria espansione in oncologia e mette a segno una delle più importanti acquisizioni biotech dell’anno
GSK accelera la propria espansione in oncologia e mette a segno una delle più importanti acquisizioni biotech dell’anno. Il gruppo britannico ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di Nuvalent, biotech statunitense specializzata nello sviluppo di terapie oncologiche mirate, per un valore complessivo di 10,6 miliardi di dollari.
L’operazione consentirà a GSK di entrare con forza nel segmento del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) guidato da alterazioni molecolari, acquisendo due candidati farmaci in fase avanzata di sviluppo e già sotto revisione da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense.
Due farmaci in fase registrativa
Il cuore dell’acquisizione è rappresentato da zidesamtinib (NVL-520) e neladalkib (NVL-655), inibitori di nuova generazione rispettivamente diretti contro ROS1 e ALK, due alterazioni molecolari che identificano sottogruppi di pazienti con NSCLC.
Entrambi i farmaci hanno ottenuto dalla Fda le designazioni di Breakthrough Therapy e Orphan Drug e sono attualmente in revisione regolatoria. Le decisioni dell’agenzia americana sono attese il 18 settembre 2026 per zidesamtinib e il 27 novembre 2026 per neladalkib.
Secondo GSK, i due candidati hanno il potenziale per diventare terapie best-in-class grazie alla loro elevata selettività, alla capacità di superare alcune limitazioni degli attuali standard terapeutici e a una migliore penetrazione a livello del sistema nervoso centrale, aspetto particolarmente rilevante in una patologia caratterizzata da frequenti metastasi cerebrali.
Dati promettenti ad ASCO e WCLC
I risultati presentati al World Conference on Lung Cancer 2025 e all’ASCO 2026 hanno evidenziato profili clinici particolarmente competitivi per entrambi i farmaci. Gli inibitori sviluppati da Nuvalent puntano a garantire risposte più durature, una migliore tollerabilità e una copertura più ampia delle mutazioni di resistenza che emergono durante il trattamento.
Le alterazioni di ROS1 e ALK colpiscono prevalentemente pazienti relativamente giovani, spesso non fumatori, e rappresentano un’area nella quale l’innovazione terapeutica continua a evolvere rapidamente.
Non solo ROS1 e ALK
L’accordo comprende anche NVL-330, un inibitore di HER2 attualmente in fase I di sviluppo per il trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule con alterazioni di HER2, oltre a una pipeline preclinica basata sulle competenze di Nuvalent nella progettazione razionale di farmaci a bersaglio molecolare.
Per GSK l’operazione rappresenta anche un importante tassello strategico per la costruzione di una piattaforma oncologica nel tumore del polmone, destinata a integrarsi con il programma Ris-Rez, l’anticorpo farmaco-coniugato (ADC) anti-B7-H3 attualmente in fase III di sviluppo.
Una scommessa sulla crescita futura
«Questa acquisizione è perfettamente coerente con la nostra strategia di acquisire asset che agiscono su target validati e che rispondono ai limiti di efficacia o tollerabilità delle terapie attuali», ha dichiarato Luke Miels, Chief Executive Officer di GSK.
Secondo l’azienda, l’operazione dovrebbe contribuire alla crescita dei ricavi già dal 2027. Dal punto di vista finanziario, GSK offrirà 124 dollari per azione in contanti, pari a un premio del 40% rispetto all’ultima chiusura di Borsa di Nuvalent. Al netto della liquidità acquisita, l’investimento complessivo è stimato in circa 9,4 miliardi di dollari.
L’operazione, che dovrà ricevere le consuete autorizzazioni regolatorie, conferma la crescente competizione tra le grandi aziende farmaceutiche per assicurarsi asset oncologici di precisione in fase avanzata di sviluppo, in particolare nell’area del tumore del polmone, uno dei mercati più dinamici e strategici dell’oncologia moderna.

