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Trump taglia il numero di aerei da guerra per la Nato in Europa

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Donald Trump (Foto by The White House)

Gli Stati Uniti tagliano un terzo dei caccia alla Nato in Europa. Il documento in mano al New York Times: Gli F-16 e F-15E passeranno da circa 150 a 100. I velivoli da ricognizione marittima scenderanno da 26 a 15

Gli Stati Uniti riducono l’ombrello militare sull’Europa. Senza annunci, con un documento riservato trasmesso agli alleati all’inizio di giugno e di cui il New York Times ha potuto visionare alcune parti: dentro ci sono numeri precisi, tagli lineari, una lista che ridisegna di fatto il perimetro della presenza americana nel Vecchio Continente. Gli aerei da combattimento F-16 e F-15E passeranno da circa 150 a 100. I velivoli da ricognizione marittima scenderanno da 26 a 15.

Gli otto aerei cisterna per il rifornimento in volo, fino a ieri disponibili per l’Europa, verranno eliminati del tutto. Un sottomarino lanciamissili e una portaerei – con relativo corteo di navi e decine di aerei imbarcati – saranno riassegnati altrove. Uno dei due gruppi di bombardieri destinati alla difesa del continente subirà la stessa sorte.

Il Pentagono non ha commentato le cifre. Ha rimandato a una dichiarazione del suo Comando europeo della settimana precedente, in cui si parlava genericamente di riduzione degli impegni. Ma i dettagli, anticipati dal giornale tedesco Die Welt e ora confermati al Nyt da due alti funzionari europei, disegnano il quadro più netto mai emerso dell’intenzione di Trump di alleggerire il peso americano sulla NATO.

Il taglio significa meno capacità di sorveglianza sui sommergibili russi nel Mar Baltico e nel Nord Atlantico, meno possibilità di impiego dei missili Tomahawk in profondità nel territorio avversario. Capacità che gli europei, in teoria, potrebbero anche replicare. Ma che hanno un peso politico e militare diverso quando sono nelle mani di Washington.

Resta il fatto che le truppe americane in Europa rimarranno, in termini assoluti, tra le più numerose dell’intera alleanza. E i governi europei, che da mesi hanno avviato piani di riarmo accelerati, si trovano comunque a dover colmare un vuoto che, fino a ieri, consideravano coperto.

Il momento non è neutro. A fine maggio, per la prima volta, un drone russo ha colpito un condominio in Romania, in territorio NATO. La Germania ha appena abbandonato il progetto di caccia europeo condiviso con Francia e Spagna. Il ministro della Difesa britannico si è dimesso, contestando al governo la scarsità degli investimenti militari.

Il generale Alexus Grynkewich, che comanda le forze NATO sul teatro europeo, ha inquadrato il ritiro come una correzione strutturale necessaria: l’alleanza aveva sviluppato, secondo lui, una dipendenza eccessiva dalle risorse americane. Trump, Hegseth e gli altri, ha detto, hanno chiarito che questo schema deve finire, e finirà. Ma gli europei che speravano in una transizione graduale hanno già capito che i tempi saranno più brevi di quanto si aspettassero.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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