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Mondiali 2026, visti negati ai tifosi della Costa d’Avorio: “Il governo Usa non ci vuole lì”

La denuncia arriva da Julien Kouadio Adonis, presidente del Comité national de soutien aux Eléphants, un organismo che risponde al ministero dello Sport

Cinquecento visti negati per i tifosi degli Les éléphants, come vengono chiamati i giocatori della Costa d’Avorio.

A denunciare lo stop per le partite dei Mondiali americani è stato Julien Kouadio Adonis, presidente del Comité national de soutien aux Eléphants, un organismo di rappresentanza che risponde al ministero dello Sport. “Abbiamo annullato il viaggio”, ha detto il responsabile, citato da media locali e internazionali, “perché il governo degli Stati Uniti non vuole vedere sul proprio territorio tifosi provenienti da alcuni Paesi, tra cui la Costa d’Avorio”.

E ancora, sempre con un riferimento implicito alle scelte dell’amministrazione di Donald Trump: “Gli Stati Uniti sono stati molto chiari con noi, dicendo che non vogliono i nostri sostenitori“. Kouadio ha concluso: “Questa situazione ci ferisce profondamente perché ci impedisce di adempiere a un nostro dovere sacro, che è sostenere la nostra squadra”.

La Costa d’Avorio è uno dei cinque Paesi africani rappresentati ai Mondiali che dall’aprile 2025 erano stati sottoposti a restrizioni aggiuntive per quanto riguarda i visti. Per oltre un anno, fino a poche settimane fa, per ottenere i documenti necessari all’ingresso negli Stati Uniti erano richiesti pagamenti fino all’equivalente di 15mila euro. Tra i vincoli tuttora in vigore per i tifosi stranieri figura l’obbligo di essere in possesso di uno o più biglietti per le partite.

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