Silvestri (M5S) alla premier Meloni: “Con le ginocchiere da Trump e Netanyahu”. La replica: “Rispettare le donne”. E risponde a Boldrini
“Allora, quello che io voglio dirle rispetto a questo suo intervento di oggi è che io non mi aspettavo, onestamente, niente di più di quello che lei ha detto. Il problema è che, dopo il referendum, e concludo, si è detto che la linea del Governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump. Lei non ha rialzato la schiena, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. Lo dice il deputato Silvestri (M5s) in aula alla Camera dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni. “Il punto è che noi abbiamo bisogno, invece, di un leader in una condizione sociale completamente diversa, e spero che tra qualche mese arriverà”, aggiunge.
Dura la replica della premier: “Quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare delle ginocchiere è arrivata dove è arrivata, senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie. È questo che vi dà fastidio. Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci a proporla”, dice tra gli applausi provenienti dai banchi della maggioranza.
“La collega Boldrini mentre parlava il collega Vigna si è indignata perché si rivolgeva alla sottoscritta dicendo ‘signor Presidente’. So che la collega Boldrini su queste materie è molto mobilitata, da sempre rispetto il suo punto di vista, che non condivido. Però mi chiedo se sia davvero questo il punto del rispetto delle donne o se il punto del rispetto delle donne sia piuttosto quello di ascoltare un collega che non mi invita a indossare delle ginocchiere, mi dice che ho indossato delle ginocchiere…”, puntualizza la premier.
LA REPLICA
“La presidente del Consiglio non perde occasione per usare le istanze femministe a proprio uso e consumo, strumentalizzandole, anche nell’aula di Montecitorio. Sì, ho manifestato insofferenza quando il collega di FDI continuava a dire “signor presidente” rivolgendosi a Giorgia Meloni perché considero ridicolo che una donna si faccia chiamare al maschile. Ridicolo e contrario alla grammatica italiana. Come considero deprecabile dire a una donna che ‘indossa le ginocchiere’ per rappresentarne la subordinazione politica a un uomo. Una frase, per altro, successivamente chiarita dal collega Silvestri. La difesa delle donne, signora Presidente, passa da molte cose: dallo sradicamento degli stereotipi sessisti, dalla garanzia della parità salariale, dalla distribuzione del carico di cura dentro le famiglie, dal riconoscimento del sacrosanto principio del consenso nei rapporti sessuali, dal congedo genitoriale paritario, dall’educazione delle giovani generazioni al rispetto e all’uguaglianza. E passa anche dall’uso di un linguaggio che declini al femminile i ruoli rivestiti da donne abbandonando l’idea che l’autorevolezza e il prestigio passino dall’utilizzo del maschile. Indignarsi per una frase facilmente interpretabile in modo sessista pronunciata nell’aula di Montecitorio è giusto, ma rischia di risultare opportunista se si rivela solo un modo per attaccare gli avversari politici”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

