Incyte sarebbe vicina all’acquisizione della biotech privata Star Therapeutics in un’operazione che potrebbe valere fino a 2 miliardi di dollari
Incyte sarebbe vicina all’acquisizione della biotech privata Star Therapeutics in un’operazione che potrebbe valere fino a 2 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’accordo prevederebbe un pagamento iniziale di 1,25 miliardi di dollari e ulteriori 750 milioni legati al raggiungimento di specifici traguardi clinici e commerciali.
Se confermata, l’operazione rappresenterebbe la prima acquisizione di rilievo sotto la guida del nuovo CEO di Incyte, Bill Meury, insediatosi nel 2025, e segnerebbe un passo importante nella strategia di rafforzamento della pipeline ematologica in vista della scadenza brevettuale di Jakafi (ruxolitinib), il farmaco che oggi rappresenta uno dei principali motori di crescita dell’azienda e che negli Stati Uniti perderà l’esclusiva nel 2028.
Nel mirino VGA039 per la malattia di von Willebrand
L’asset più prezioso di Star Therapeutics è VGA039, un anticorpo monoclonale sperimentale sviluppato per il trattamento della malattia di von Willebrand e di altri disturbi emorragici. Il farmaco agisce inibendo la proteina S, un regolatore fisiologico della coagulazione, con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio emostatico nei pazienti con difetti della coagulazione.
VGA039 è attualmente in fase III di sviluppo clinico attraverso il programma VEGA ed è oggetto dello studio registrativo VIVID-6 nella malattia di von Willebrand. Il candidato ha già ottenuto dalla FDA le designazioni di Fast Track e Orphan Drug, riconoscimenti che potrebbero accelerarne il percorso regolatorio.
Uno degli aspetti più interessanti del farmaco è la modalità di somministrazione: un’iniezione sottocutanea mensile che potrebbe offrire un’alternativa più pratica rispetto alle terapie profilattiche attualmente disponibili, spesso basate su infusioni endovenose multiple ogni settimana.
Dati preliminari promettenti
I risultati intermedi di uno studio di fase I/II presentati al congresso annuale dell’American Society of Hematology nel dicembre scorso hanno mostrato segnali di efficacia particolarmente incoraggianti.
Nei 16 pazienti valutabili, il trattamento ha determinato una riduzione del tasso annualizzato di sanguinamenti compresa tra il 73% e l’87% nei soggetti che non ricevevano precedentemente una profilassi. Nei pazienti già in trattamento profilattico con concentrati contenenti fattore di von Willebrand, la riduzione degli episodi emorragici è risultata compresa tra il 75% e il 100%.
Sebbene il numero di pazienti sia ancora limitato, questi dati hanno contribuito ad accrescere l’interesse degli investitori verso la molecola e verso la stessa Star Therapeutics.
Una biotech in rapida crescita
Fondata nel 2018, Star Therapeutics ha costruito il proprio modello di sviluppo attraverso la creazione di società dedicate a specifici programmi terapeutici. Nel 2022 ha dato vita a Vega Therapeutics, destinata a sviluppare VGA039, sostenendola inizialmente con un finanziamento da 40 milioni di dollari.
La società ha successivamente attirato l’interesse di importanti investitori del settore biotech, tra cui RA Capital Management, Sofinnova Investments e Catalio Capital Management. Nel settembre 2025 ha raccolto 125 milioni di dollari in un round di serie D destinato principalmente a sostenere il programma di fase III.
Secondo le indiscrezioni, la biotech stava valutando anche una possibile quotazione in Borsa prima di orientarsi verso una cessione.
Una strategia per il dopo Jakafi
Per Incyte l’eventuale acquisizione avrebbe una forte valenza strategica. L’azienda sta infatti cercando di ampliare il proprio portafoglio di prodotti innovativi per compensare il progressivo impatto della perdita di esclusiva di Jakafi, farmaco approvato in diverse indicazioni ematologiche e che rappresenta ancora oggi una quota significativa del fatturato del gruppo.
L’ingresso di VGA039 consentirebbe a Incyte di rafforzare la propria presenza nelle malattie ematologiche rare e nei disturbi della coagulazione, affiancando un candidato in fase avanzata di sviluppo a una pipeline già ricca di programmi in oncologia ed ematologia.
L’annuncio ufficiale dell’operazione potrebbe arrivare già nelle prossime ore, anche se al momento né Incyte né Star Therapeutics hanno rilasciato commenti sulle indiscrezioni.

