Disponibile su tutte le piattaforme digitali per Sangita Records (distr. ADA Music Italy) e con la produzione di Vincenzo Leone il primo album del progetto Frida Martini
Disponibile su tutte le piattaforme digitali per Sangita Records (distr. ADA Music Italy) e con la produzione di Vincenzo Leone il primo album del progetto Frida Martini. “Maledette canzoni d’amore”, questo il titolo della raccolta, è un disco nato quasi sempre di notte. Tra sigarette spente male, messaggi cancellati, ritorni sbagliati e persone che si promettevano per sempre senza sapere nemmeno restare. Sono canzoni d’amore, sì. Ma dell’amore quando diventa ossessione, nostalgia, dipendenza, fantasia, autodistruzione. Quando ti salva per cinque minuti e poi ti lascia solo in cucina alle quattro del mattino. Dentro questo disco ci sono relazioni tossiche, corpi che si cercano, silenzi lunghissimi, romanticismo disperato, ironia, rabbia e quella strana voglia di continuare ad amare anche quando ormai non conviene più.
“Maledette canzoni d’amore” parla di tutti quelli che hanno amato troppo, a volte male, spesso tardi. Di chi si rompe continuamente il cuore ma continua comunque a cercare qualcuno da amare. Perché alla fine, nonostante tutto, continuiamo ancora a crederci. Il sound di “Maledette canzoni d’amore” mescola pop rock, ballad malinconiche e sonorità più scure. Chitarre sporche, synth notturni, momenti intimi e aperture più esplosive convivono dentro un mondo romantico. L’atmosfera del disco è teatrale, emotiva, a tratti ironica, sempre profondamente viscerale. Ogni brano sembra muoversi tra amore e rovina, delicatezza e caos, come una notte che lentamente si trasforma in alba. È un disco pensato per essere vissuto più che ascoltato: da mettere in cuffia tornando a casa tardi, oppure da urlare in macchina con il finestrino abbassato.
Focus track dell’intero album è il brano “Senza di Me”, una fotografia di quelle notti in cui capisci che l’amore non sta finendo: è già finito, ma il tuo corpo ancora non lo accetta. Nel brano, Frida Martini ed Eddie Brock trasformano un addio in qualcosa di intimo, quasi cinematografico, sospeso tra malinconia, rabbia e dipendenza emotiva. La scrittura è essenziale, immediata, ossessiva. “Un altro sabato sera qui” diventa il simbolo di un vuoto che continua a tornare, mentre il ritornello esplode come un ricordo impossibile da cancellare: una notte di settembre, un cielo pieno di stelle, e due persone che si stanno perdendo per sempre. “Senza di Me” parla di assenza, ma soprattutto di quello che resta dopo: il freddo, i fantasmi, il silenzio di una stanza quando qualcuno che amavi non esiste più nella tua vita… ma continua a esistere dentro di te. Il sound accompagna perfettamente lo stato emotivo della canzone, dove il sax sottolinea quel senso di solitudine e amarezza, che ti arriva addosso quando finisce un amore.
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