Site icon Corriere Nazionale

Vincenzo Mazzaferro pubblica il romanzo: «Il Torculare di Erofilo»

libri

Può un robot sostituire l’intuito del medico? Il chirurgo Vincenzo Mazzaferro risponde con un romanzo: «Il Torculare di Erofilo»

Il Torculare di Erofilo si muove su due piani temporali accomunati dall’obiettivo di conoscere meglio la vita e i suoi meccanismi. Da un lato il passato di una storia che parte da Alessandria d’Egitto, dove il medico greco Erofilo sfida i dogmi e le superstizioni del suo tempo scoprendo che il cervello – e non il cuore – è il vero motore del pensiero e del sistema nervoso. Dall’altro lato, ai giorni nostri, un’aula di tribunale, dove i protagonisti si scontrano con la legge e con una giudice dalla complessa umanità. Al centro del caso c’è la presunta colpa medica di un robot chirurgico che opera in totale autonomia.

La scelta di strutturare i capitoli seguendo i numeri di Fibonacci non è solo un esercizio di stile, ma una precisa chiave di lettura filosofica. Come la spirale aurea regola lo sviluppo armonioso e geometrico della natura, così l’autore dimostra come la conoscenza umana, la biologia e la tecnologia progrediscano per accumulazione e balzi in avanti, affrontando una complessità sempre maggiore.

Al centro della narrazione delle vite dei quattro protagonisti c’è l’acceso dibattito sulla digitalizzazione della sanità e sull’impatto dei robot capaci di decidere in campo medico. Mazzaferro solleva interrogativi cruciali e quanto mai attuali: può una macchina sostituire l’intuito clinico derivato dall’esperienza? Qual è il confine tra l’efficienza algoritmica e la sensibilità umana di fronte al dolore? Dove va la ricerca medica se l’intuito e la passione del condurla vengono sostituite da infinite masse di dati? La medicina deve occuparsi delle “cose ultime” o solo delle “penultime”? C’è spazio per una co-evoluzione pacifica del genere umano e delle macchine? Con molti richiami alla filosofia e alla storia della scienza, il romanzo ricorda al lettore che la biologia e la medicina sono intrinsecamente radicate nell’incertezza e nell’adattamento all’ambiente.  Il romanzo mette in guardia dai rischi ma allo stesso tempo lancia un messaggio di profonda speranza: celebra la bellezza intramontabile dello sforzo umano nel cercare la verità e nel prendersi contemporaneamente cura dell’altro.

Dichiara l’Autore: Ho scritto questo libro con la stessa urgenza interiore e con gli stessi dubbi con cui un medico vive dopo molta ricerca l’istante in cui intuisce che la soluzione a un grave problema altrui dipende dalla sua intuizione e dalle sue azioni. Avrò avuto ragione nel pensare di alleviare così il peso di questa malattia? Uscirò col mio paziente dal buio del dolore e della non-conoscenza o solo mi caricherò di un errore da cui ricominciare? In un tempo in cui molte certezze vengono meno ho pensato fosse necessario provare a riflettere su ciò che la biologia della vita ha da insegnare alla tecnologia dell’esistenza. Questo libro ci chiama a un impegno urgente: quello di costruire un futuro in cui la tecnologia non dovrà essere subìta, ma sviluppata a difesa della libertà umana e delle buone idee.

Vincenzo Mazzaferro (Novara, 1957) è medico chirurgo, ricercatore e professore all’Università degli Studi di Milano. Formatosi negli Stati Uniti, è tornato all’Istituto Nazionale dei Tumori, dove ha aperto per primo la strada della cura di alcuni tumori con il trapianto di fegato. L’attenzione alle implicazioni sociali della medicina, della ricerca e dell’etica del lavoro ha da sempre alimentato il suo impegno e la sua passione per le scienze della vita.

Exit mobile version