Sisma violentissimo al largo dell’isola di Mindanao: crolli nella città portuale di General Santos
Una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito all’alba il sud delle Filippine, facendo registrare il movimento tellurico più potente dell’anno nel Paese. Il bilancio provvisorio fornito dalle autorità locali è drammatico: si contano almeno 15 morti e più di 200 feriti, ma i numeri sono purtroppo destinati a salire a causa dei numerosi crolli che hanno interessato diverse aree urbane. L’evento ha fatto scattare l’allerta tsunami in gran parte del Pacifico — coinvolgendo Indonesia, Giappone e Australia — allarme che è stato progressivamente revocato solo dopo cinque ore di massima apprensione.
A powerful 7.8-magnitude earthquake struck off the southern Philippines near General Santos City 😳🌍💥
A reminder of how quickly nature can shift everything in an instant. 🙏🏽🏚️ pic.twitter.com/ZWLTlcQkVx— The Genesis (@oboofafrica) June 8, 2026
Il sisma si è verificato alle ore 7:37 del mattino locali
Secondo i rilevamenti geologici, l’epicentro è stato localizzato in mare, al largo dell’isola di Mindanao, a una profondità di 33 chilometri e a circa 32 chilometri a sud-ovest della città di Maasim (provincia di Sarangani). L’U.S. Geological Survey ha successivamente registrato uno sciame sismico continuo, con scosse di assestamento che hanno raggiunto picchi di magnitudo 6.5.
I danni maggiori si registrano nella vicina General Santos, un’importante città portuale di oltre 700.000 abitanti e fulcro internazionale dell’esportazione del tonno. La polizia locale ha confermato il collasso di numerosi edifici pubblici e abitazioni private, strutturalmente fragili di fronte a una sollecitazione così intensa.
An offshore magnitude 7.8 earthquake rocked the southern Philippines Monday, killing at least 16 people, injuring more than 200 others and sending a 3-foot tsunami into nearby coasts.
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— ABC News (@ABC) June 8, 2026
Allerta tsunami
Il Centro di allerta tsunami del Pacifico (PTWC) ha dichiarato il cessato pericolo solo cinque ore dopo la prima scossa, ma il passaggio delle onde anomale è stato registrato in diverse nazioni:
Filippine: Onde alte fino a 1 metro hanno impattato contro le coste delle province di Sultan Kudarat e Sarangani.
Indonesia: Sono state rilevate piccole onde di tsunami in almeno nove località della nazione. La più alta, pari a 0,75 metri, ha lambito l’isola di Sangihe prima che le autorità di Giacarta revocassero l’allerta.
Giappone: L’Agenzia meteorologica nipponica ha segnalato uno tsunami di lieve entità sull’isola principale di Okinawa alle ore 12:18, seguito da un’onda di 20 centimetri registrata sull’isola di Chichijima intorno alle 13:46.
L’allerta è rientrata completamente anche in Australia, dove la situazione è tornata alla normalità. Le Filippine si confermano una delle aree più fragili del pianeta dal punto di vista geologico, a causa della loro sfortunata collocazione geografica lungo la faglia del cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, dove si concentra la quasi totalità dei terremoti ed eruzioni vulcaniche mondiali.

