Vannacci strappa 5 parlamentari a Lega e FI: è terremoto nel centrodestra. L’ex generale ufficializza gli ingressi da Viareggio. Il deputato ex azzurro spiega l’addio
Roberto Vannacci assesta un colpo durissimo agli equilibri interni della maggioranza di governo e annuncia la nascita della pattuglia parlamentare di ‘Futuro Nazionale’. Nel corso di un incontro con la stampa a Viareggio, in provincia di Lucca, l’ex comandante della Folgore ha ufficializzato il passaggio tra le sue fila di ben cinque rappresentanti eletti a Roma e a Bruxelles, rimodulando i pesi specifici all’interno dei gruppi di Forza Italia e della Lega di Matteo Salvini. I nuovi ingressi rispondono ai nomi dei deputati Domenico Furgiuele, Gianangelo Bof, Attilio Pierro e Davide Bergamini, ai quali si aggiunge l’eurodeputato Antonio Maria Rinaldi.
LEGGI ANCHE Centrodestra avanti sulla coalizione di centrosinistra, cresce Vannacci
VANNACCI: “NON FACCIAMO QUESTUA, CI CERCANO”
Vannacci ha voluto rivendicare la spontaneità di questa massiccia adesione, respingendo l’idea di una campagna acquisti aggressiva da parte della sua sponda politica:
”Non siamo noi che facciamo la questua, ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi, perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi 15 anni in Italia”.
Secondo l’europarlamentare, l’effetto attrattivo della sua creatura politica starebbe riscuotendo successo ben oltre i palazzi romani: ”Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti quelli che ci hanno già raggiunto. Questo dimostra anche quello che Futuro Nazionale vuol portare avanti”.
LA NOTA DI PIERRO: “LASCIO UN APPRODO SICURO PER LA COERENZA”
A stretto giro dall’annuncio, il deputato Attilio Pierro ha diffuso una nota per spiegare le ragioni del suo passaggio al movimento di Vannacci, dopo un lungo percorso politico: “Dopo dodici anni di militanza nella Lega e la successiva breve esperienza in Forza Italia, ho deciso di aderire a Futuro nazionale. Non cambio ideali. Ma confermo gli ideali di sempre. Si tratta di una scelta che qualcuno potrebbe giudicare sorprendente per la sua rapidità. In realtà è una decisione maturata nella piena consapevolezza che la politica non può essere soltanto appartenenza a un partito, ma deve essere soprattutto fedeltà ai propri valori”.
Il deputato ha poi affrontato direttamente i motivi del raffreddamento dei rapporti con il partito di Antonio Tajani: “L’approdo in Forza Italia è stato compiuto con rispetto e convinzione, ma in questi mesi non ho trovato quella piena sintonia ideale che considero indispensabile per svolgere con passione e coerenza il mio impegno politico. Con la nascita di Futuro nazionale ho invece ritrovato una comunità politica capace di interpretare senza ambiguità quei valori nei quali mi riconosco da sempre”. Pierro ha quindi concluso con una rivendicazione di coraggio politico:
“Lascio una realtà politica consolidata e certamente rassicurante. Lascio un approdo sicuro. Ma nella vita ci sono momenti in cui bisogna scegliere tra la comodità e la coerenza. Io ho scelto la coerenza. Aderisco con entusiasmo per costruire una destra forte, credibile, radicata nei territori e orgogliosamente al servizio della nazione”.
LA REAZIONE DI FORZA ITALIA E I SOSPETTI DI MARINA BERLUSCONI
L’operazione condotta dall’ex generale incide in modo particolare sulle fila di Forza Italia, che perde in un solo colpo Pierro e Bergamini, avevano scelto di tesserarsi con gli azzurri soltanto lo scorso 20 gennaio. Nonostante il contraccolpo, la dirigenza ha scelto ufficialmente di non drammatizzare il doppio addio. Il portavoce nazionale del partito, Raffaele Nevi, ha liquidato la vicenda: ”Auguro buona fortuna a Pierro e Bergamini, noi andiamo avanti per la nostra strada, sono cose che possono capitare. Quel che conta è per noi rafforzare il nostro messaggio: l’unico e solo obiettivo è sconfiggere la peggiore sinistra degli ultimi anni, che propone solo tasse e patrimoniale”.
Se ufficialmente si minimizza, dietro le quinte i big del partito guardano con forte apprensione alle manovre di Vannacci, dipinto come una vera e propria mina vagante dello scacchiere di maggioranza. Secondo diverse indiscrezioni parlamentari, la stessa Marina Berlusconi starebbe osservando con profonda diffidenza l’ascesa del movimento vannacciano, a causa della sua storica e netta avversione verso le posizioni giudicate più radicali ed estremiste.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

