Delitto di Garlasco, Marco Poggi dopo 19 anni parla in un’esclusiva a ‘Quarto Grado’ per smentire le ultime indiscrezioni su un presunto giro di stupefacenti
Marco Poggi, fratello di Chiara, ha rotto il lungo silenzio mediatico rilasciando un’intervista esclusiva alla trasmissione Quarto Grado. Di fronte a una rinnovata pressione della stampa e alle ultime indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, il giovane ha voluto chiarire la propria posizione, smentendo categoricamente le voci che lo vorrebbero coinvolto in attività illecite e spiegando la sofferenza legata alla costante attenzione pubblica sul dramma familiare.
Nell’intervista, Poggi ha confessato la sua storica riluttanza nei confronti dei riflettori, spiegando come gli sviluppi dell’ultimo anno lo abbiano costretto a esporsi in prima persona:
“L’ho mai risopportato e forse neanche accettato un po’ tutta questa esposizione mediatica di quello che purtroppo è successo a Chiara, ma da quest’ultimo anno, da questa riapertura diciamo, è ovvio che la mia figura è stata molto più coinvolta ed è stata un po’ più chiacchierata”.
Una scelta, quella di parlare davanti alle telecamere, maturata per fare chiarezza una volta per tutte: “Ormai era diverso tempo che pensavo comunque di parlare anche per far finire, si spera, un po’ tutte le relazioni, allusioni e quest’alone di mistero che c’è un po’ sulla mia figura”.
LA SMENTITA SUL PRESUNTO GIRO DI DROGA
Il fulcro del colloquio si è concentrato su alcuni file audio di recente emersione, secondo i quali il fratello della vittima, insieme ad Andrea Sempio e alla cugina Stefania K., sarebbe stato inserito in un presunto contesto di spaccio che Chiara avrebbe scoperto prima di essere uccisa. Di fronte alla domanda sulla veridicità di tale scenario, Poggi ha risposto con fermezza:
“Sì, ho sentito anche questa cosa. Si è detto di tutto, in questo anno si è detto di tutto, si è fatta qualsiasi ricostruzione”.
Incalzato dalla giornalista sul consumo personale di sostanze stupefacenti, e in particolare di cocaina, il giovane ha liquidato la tesi definendola un’invenzione totale: “No, no. Non l’ho neanche mai provata per cui siamo proprio purtroppo nella fantasia che più fantasia non può essere”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

