Il confronto con aprile 2025 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+5,2%) e un calo dei decessi (-7,7%)
Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito.
Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.
I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (aprile 2025 vs aprile 2026) e “di periodo” (gennaio-aprile 2025 vs gennaio-aprile 2026) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.
I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Il confronto effettuato su un singolo quadrimestre, inoltre, potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto alla tendenza che si delineerà nei prossimi mesi. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.
Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.
DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di aprile 2026 sono state 137.272, in aumento del 5,2% rispetto alle 130.545 del pari periodo 2025, del 3,4% sul 2024, del 3,9% sul 2023, dello 0,7% sul 2020, e in diminuzione del 33,5% sul 2022, del 3,7% sul 2021 e del 5,9% sul 2019.
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento aprile 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 630 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di aprile 2019 alle 564 del 2026, con un calo del 10,5%. Rispetto ad aprile 2025 si registra un aumento del 4,1% (da 542 a 564).
L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,2% del 2019 all’81,8% del 2026 (è stata dell’82,6% nel 2025).
Ad aprile di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +5,1% nella gestione Industria e servizi (dai 116.140 casi del 2025 ai 122.050 del 2026), un -0,3% in Agricoltura (da 7.343 a 7.324) e un +11,8% nel Conto Stato (da 7.062 a 7.898). Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la Sanità e assistenza sociale e il Commercio (+6,0% entrambi), i Servizi di supporto alle imprese (+5,8%), il Trasporto e magazzinaggio (+5,3%), le Costruzioni (+4,8%), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+3,9%) e il comparto Manifatturiero (+2,3%).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+9,5%), nel Nord-Ovest (+6,7%), al Centro (+5,8%), al Sud (+5,2%) e nel Nord-Est (+2,6%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Valle d’Aosta (+15,0%), la Sicilia (+12,5%), il Lazio (+12,2%) e il Piemonte (+9,3%), mentre i decrementi sono presenti solo in Basilicata (-2,1%), Liguria (-0,8%) e provincia autonoma di Trento (-0,1%).
L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +6,0% (da 43.032 a 45.610 casi), sia a quella maschile, con +4,7% (da 87.513 a 91.662). Crescono le denunce dei lavoratori stranieri (+7,6%) e degli italiani (+4,4%). L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+10,3%), tra i 20-29enni (+7,7%) e tra i 30-39enni (+6,4%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di aprile 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 191, 16 in meno rispetto alle 207 registrate nel 2025, -13 casi sul 2024, -14 sul 2023, -67 sul 2021, -27 sul 2020, -13 sul 2019 e parità con il 2022.
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 0,88 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di aprile 2019 a 0,78 del 2026 (-11,4%), rispetto ad aprile 2025 la diminuzione è del 9,3% (da 0,86 a 0,78).
L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 67,3% del 2019 al 70,7% del 2026 (è stata del 72,4% nel 2025).
La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 183 a 172 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 23 a 17), mentre il Conto Stato sale da uno a due decessi.
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Costruzioni (da 31 a 34 denunce mortali), i Servizi di supporto alle imprese (da 10 a 14), la Fornitura di acqua – reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (da 5 a 8), la Sanità e assistenza sociale (da 2 a 6) e l’Amministrazione pubblica e difesa (da 1 a 5), per i decrementi le Attività manifatturiere (da 29 a 19), il Trasporto e magazzinaggio (da 30 a 26) e il Commercio (da 23 a 14).
Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 51 a 38), al Centro (da 40 a 34), nel Nord-Ovest (da 56 a 52), nel Nord-Est (da 42 a 40), e incrementi nelle Isole (da 18 a 27). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Basilicata e l’Abruzzo (-6 ciascuna), la provincia autonoma di Bolzano, Umbria e Lombardia (-4 ciascuna), mentre per gli aumenti Sicilia (+5), Sardegna (+4), Emilia-Romagna e Veneto (+3 entrambe).
Il calo rilevato nel confronto dei primi quadrimestri 2025-2026 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 196 a 177. In aumento i decessi per le lavoratrici (da 11 a 14). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 168 a 139), aumentano quelle degli stranieri (da 39 a 52).
L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali solo tra i 35-39enni (da 12 a 13 casi) e tra i 60-74enni (da 32 a 53), e riduzioni per gli under 35 (da 27 a 13) e i 40-59enni (da 132 a 108).
DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE
Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di aprile 2026 sono stati 30.573, in aumento dell’11,4% rispetto ai 27.440 del 2025, del 9,3% rispetto al 2024, del 19,9% sul 2023, del 30,1% sul 2022, del 63,7% sul 2021, del 58,8% sul 2020 e del 3,8% sul 2019. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 16,8% del 2019 al 18,2% del 2026 (è stata del 17,4% nel 2025).
Ad aprile di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +11,4% nella gestione Industria e servizi (dai 24.076 casi del 2025 ai 26.828 del 2026), un -9,6% in Agricoltura (da 425 a 384) e un +14,4% nel Conto Stato (da 2.939 a 3.361).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+16,5%), nel Nord-Est (+16,1%), nelle Isole (+11,7%), nel Nord-Ovest (+10,2%) e al Centro (+5,0%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+44,6%), la Calabria (+33,5%), la Basilicata (+28,1%) e l’Emilia-Romagna (+26,0%), mentre per i decrementi solo la Valle d’Aosta (-1,4%) e le Marche (-0,5%).
L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente maschile, che registra un +11,9% (da 13.601 a 15.219 casi), sia a quella femminile, con un +10,9% (da 13.839 a 15.354). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+16,4%) e quelle degli italiani (+10,2%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+17,7%), 20-29enni (+14,1%), 35-44enni (+10,7%) e 45-59enni (+9,4%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 79 come nel 2025, in aumento rispetto ai casi del quinquennio 2020-2024 e in riduzione solo sul 2019 (-20 casi).
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 32,7% del 2019 al 29,3% del 2026 (è stata del 27,6% nel 2025).
La gestione Industria e servizi sale da 73 a 75 denunce mortali, l’Agricoltura scende da sei a quattro, mentre il Conto Stato non presenta decessi in entrambi i periodi.
Dall’analisi territoriale emergono incrementi nelle Isole (da 5 a 8) e al Centro (da 16 a 17) e cali nel Nord-Ovest (da 22 a 19) e nel Nord-Est (da 20 a 19). Il Sud presenta 16 decessi in entrambi i periodi.
Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da 15 a 10, quelle dei lavoratori sono aumentate da 64 a 69. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 60 a 55), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 19 a 24). L’analisi per classi di età mostra in particolare incrementi nella fascia dai 45 ai 54 anni (da 18 a 24 denunce mortali) e un calo di sei decessi tra i 30-44enni (da 24 a 18 casi).
DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di aprile 2026 sono state 36.728, in aumento del 7,2% rispetto alle 34.268 del primo quadrimestre 2025. Delle circa 37mila denunce di infortunio, 355 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 54% rispetto ad aprile 2025.
L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate ad aprile 2026. Il 42% interessa le studentesse (+6,0% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+8,1%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +11,6% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (12%; +17,7%), Veneto (12%; +4,7%) e Piemonte (10%; +2,5%). Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere. Otto i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di aprile 2026, erano cinque nel 2025.
Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni denunciati come mortali e per quelli avvenuti durante i percorsi “formazione scuola-lavoro”, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.
DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo quadrimestre del 2026 sono state 38.992, +5.856 casi rispetto al pari periodo 2025 (+17,7%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto al primo quadrimestre degli anni precedenti.
I dati rilevati ad aprile di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+18,7%, da 27.285 a 32.379 casi), Agricoltura (+12,7%, da 5.610 a 6.321) e Conto Stato (+21,2%, da 241 a 292).
L’aumento interessa il Nord-Ovest e il Centro (+19,7% ciascuna), le Isole (+17,0%), il Nord-Est (+16,8%) e il Sud (+15,4%).
In ottica di genere si rilevano 4.269 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 24.615 a 28.884 (+17,3%), e 1.587 in più per le lavoratrici, da 8.521 a 10.108 (+18,6%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 30.138 a 35.417 (+17,5%), sia quelle degli stranieri, da 2.998 a 3.575 (+19,2%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo quadrimestre del 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

