Roberta Magliozzi, Professoressa associata all’Imperial College di Londra, è la vincitrice del Premio Rita Levi Montalcini 2026, assegnato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e dalla sua Fondazione (FISM)
Roberta Magliozzi, Professoressa associata all’Imperial College di Londra, Co-Direttrice scientifica della UK MS Society Tissue Bank e Professoressa onoraria presso l’Università di Verona, è la vincitrice del Premio Rita Levi Montalcini 2026, assegnato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e dalla sua Fondazione (FISM) a ricercatrici e ricercatori che si sono distinti per il contributo scientifico alla lotta contro la sclerosi multipla.
Il Premio è stato assegnato a Roberta Magliozzi per aver dedicato oltre vent’anni alla comprensione del ruolo dei linfociti B nella progressione della sclerosi multipla, contribuendo in modo determinante a identificare i meccanismi alla base della neurodegenerazione e dell’infiammazione cronica. Le sue ricerche hanno aperto la strada alle terapie anti-CD20, oggi tra i trattamenti più efficaci disponibili per la SM, comprese le forme progressive. Con oltre 80 pubblicazioni su riviste scientifiche ad alto impatto internazionale, Magliozzi ha costruito un percorso di ricerca traslazionale che unisce lo studio dei tessuti autoptici, l’analisi dei biomarcatori e la genetica, con l’obiettivo di anticipare la diagnosi e prevenire il peggioramento della disabilità.
Il percorso scientifico
Laureata in Scienze biologiche nel 1999 alla Sapienza di Roma, Roberta Magliozzi ha mosso i primi passi nella ricerca all’Istituto Superiore di Sanità nel gruppo della dottoressa Francesca Aloisi, dove è stata tra le prime a confermare il ruolo dei linfociti B nella patogenesi della SM. Nel 2004, grazie a una borsa FISM, si è trasferita all’Imperial College di Londra per lavorare con il Professor Richard Reynolds presso la Tissue Bank cerebrale della UK MS Society, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca in neuroscienze. Lì ha dimostrato che l’infiammazione cronica dei linfociti B nelle meningi è associata a un danno neuronale più severo e a una progressione più rapida della malattia, contribuendo a identificare il meccanismo oggi noto come “surface in”.
Negli anni successivi ha approfondito il legame tra linfociti B e virus di Epstein-Barr, tema su cui è tuttora impegnata nell’ambito del consorzio europeo BEHIND-MS, di cui è uno dei co-investigators. Rientrata in Italia, ha lavorato con il Professor Massimiliano Calabrese all’Università di Verona, dove si è dedicata alla ricerca traslazionale per identificare biomarcatori precoci capaci di prevedere la progressione della malattia e orientare le scelte terapeutiche.
Dallo scorso anno è tornata a Londra come Co-Direttrice scientifica della UK MS Society Tissue Bank, dove coordina uno dei più ricchi patrimoni di campioni cerebrali SM al mondo — circa 900 donazioni — e conduce, grazie a un finanziamento FISM, ricerche con tecniche innovative di proteomica e trascrittomica spaziale per individuare nuovi target terapeutici.
La dichiarazione della vincitrice
«Samuel, mio marito, mancato improvvisamente pochi mesi fa, sarebbe stato orgoglioso di questo Premio. Lui, la mia famiglia, i miei figli Lorenzo e Leonardo, hanno sempre sostenuto il mio percorso di ricercatrice, perché hanno sempre capito quanto valore abbia la ricerca per tante persone. Questo Premio porta il nome di Rita Levi Montalcini ed è un grande onore accostare il mio nome a quello di una scienziata che è stata un esempio per noi donne, nella ricerca, nella resilienza, nella perseveranza. Non sempre le donne hanno questa possibilità di dedicare la vita a ciò che desiderano e amano. Io l’ho avuta grazie a mio marito, alla mia famiglia e alla passione per la ricerca che è la mia forza. Questo Premio arriva a dare luce a un momento davvero complicato, ma di continua speranza che il nostro lavoro possa essere d’aiuto concreto per le persone con SM».
Il Premio Rita Levi Montalcini
Il Premio Rita Levi Montalcini viene assegnato da AISM e FISM per riconoscere e sostenere l’eccellenza nella ricerca sulla sclerosi multipla, valorizzando il contributo di ricercatrici e ricercatori che, con rigore scientifico e passione, stanno cambiando la storia della malattia e la vita delle persone che ne sono colpite.

