Un’Italia con tanti ragazzi di talento tornerà in campo dopo la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale
Italia e Lussemburgo si affrontano stasera (ore 20.45, diretta su Rai 1 – arbitra l’olandese Kooij) in amichevole allo Stade de Luxembourg. “I ragazzi si sono allenati benissimo – le parole del Ct Silvio Baldini in conferenza stampa – sono un gruppo stupendo. Si sono allenati con il cuore, con l’emozione di sentirsi protagonisti domani sera e rappresentare il popolo italiano”.
L’ITALIA DEI GIOVANI
L’età media degli Azzurri è di vent’anni e sei mesi, l’unico ad essere nato prima del 2004 è Gigio Donnarumma. Una Nazionale mai così giovane che cercherà di dimostrare come in Italia non manchino i talenti, ma spesso solo il coraggio di puntare su di loro: “Questi ragazzi sono il futuro del calcio italiano. Se sono arrivati qui vuol dire che in questo momento sono i più bravi, sono partiti dall’Under 15 per arrivare alla Nazionale maggiore. Vogliamo far vedere che questi ragazzi hanno avuto una maturazione in questo percorso”. Nel gruppo azzurro ci sono diversi giovani nati in Italia da genitori stranieri: “L’Italia è un Paese in cui l’immigrazione in questi ultimi vent’anni è aumentata moltissimo, noi dobbiamo andare dietro la storia. Il nostro popolo è composto da questi ragazzi che hanno origini diverse, ma vedo che c’è molta integrazione e questo mi lascia sperare che abbiano trovato una terra che li ha saputi accogliere”.
Il Ct non ha voluto mostrare alla squadra le caratteristiche del Lussemburgo per un motivo ben preciso: “Non abbiamo guardato nulla non per mancanza di rispetto, ma perché non voglio mettere pressione ai ragazzi, voglio che giochino liberi. Dovranno essere bravi a prendere le misure agli avversari”.
PRIMA VOLTA DA CT PER BALDINI
Tanti giovani faranno il loro esordio in Nazionale al pari di Silvio Baldini, che iniziato il raduno ha messo però da parte l’emozione: “Una volta entrato a Coverciano ho sentito la responsabilità di sentirmi utile per loro (i ragazzi, ndr). Sento questa grande gioia di rappresentare la nostra gente. La cosa che mi interessa è che i ragazzi abbiano l’orgoglio di sentirsi la maglia addosso, ma soprattutto il coraggio e la libertà di esprimere quello che sono senza paura”. Quando gli chiedono a chi dedicherebbe questa prima volta da Ct, Baldini non nasconde la commozione: “Non a una persona, ma al cane dei miei figli, in particolare di mia figlia. Era un pastore maremmano”.

