Braccianti bruciati vivi a Cosenza, fermate due persone che avrebbero bloccato le porte dell’auto. L’accusa al momento è di omicidio plurimo
Non un semplice incidente. Quello avvenuto ieri in provincia di Cosenza, in cui hanno perso la vita quattro braccianti agricoli pachistani, è stato un omicidio. Ad incastrare i presunti esecutori del delitto, sono state le telecamere di sorveglianza della pompa di benzina della statale 106 ad Amendolara (Cosenza), in cui è stato dato alle fiamme il minivan.
Dalle immagini, si vedono chiaramente due persone che con forza, bloccano le porte dell’auto mentre dal portellone posteriore, che rimane aperto, presumibilmente qualcuno lancia del liquido infiammabile che non lascia scampo agli uomini all’interno, bruciandoli vivi.
Stando a quanto si legge su corriere.it, per l’omicidio dei quattro braccianti la Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due cittadini pachistani, rintracciati proprio grazie all’ausilio dei dispositivi di videosorveglianza. L’accusa al momento è di omicidio plurimo e si continua ad indagare sul movente.
2 GIUGNO. OCCHIUTO: LO CELEBRIAMO MA SCONVOLTI DAI 4 PAKISTANI UCCISI
“Oggi l’Italia celebra una delle ricorrenze più importanti, la festa della Repubblica. Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero il proprio futuro, dando vita alla Repubblica e ponendo le basi di un Paese fondato sulla libertà, sulla partecipazione, sull’unità nazionale e sul rispetto delle istituzioni democratiche. È una giornata di festa, di orgoglio e di riconoscenza verso quanti, in questi ottant’anni, hanno contribuito a costruire un’Italia più forte, più moderna e più giusta. Ma oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c’è anche un profondo dolore. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pakistani uccisi e bruciali vicino ad Amendolara, nel cosentino. Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili. Anche in una giornata di celebrazione come questa, non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia così dolorosa. Al contrario, essa ci richiama a una riflessione sul Paese che siamo e su quello che vogliamo continuare a costruire, ispirandoci ogni giorno ai principi di umanità, solidarietà e rispetto della persona, che sono alla base della nostra Repubblica. Per questo la comunità calabrese esprime vicinanza, cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime. Ci auguriamo che il lavoro degli inquirenti, ci sono già stati due fermi, consenta di fare rapidamente piena luce sull’accaduto, accertando tutte le responsabilità. Nel giorno in cui celebriamo gli ottant’anni della Repubblica, rinnoviamo il nostro impegno affinché i valori di libertà, democrazia e umanità che ne hanno accompagnato la nascita continuino a guidare il cammino dell’Italia”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

