Un missile iraniano è caduto sulla base aerea Usa di Ali Al Salem, in Kuwait: cinque soldati americani sono rimasti feriti in modo lieve
Un missile iraniano è caduto sulla base aerea Usa di Ali Al Salem, in Kuwait: cinque soldati americani sono rimasti feriti in modo lieve. Nonostante il drone fosse stato intercettato, sono stati distrutti anche due droni MQ-9 Reaper. E ora l’accordo tra Usa e Iran che sembra imminente da giorni potrebbe essere messo in discussione. “Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per gli Usa e rispetterà le sue linee rosse: l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare“, ha fatto sapere la Casa Bianca dopo una lunga riunione nella Situation room. Nella giornata di oggi sono proseguiti anche i raid di Israele sul Libano: sono stati condotti attacchi nel Sud che hanno provocato cinque morti.
LA BOZZA DI ACCORDO
Intanto, la tv iraniana Irib ha riferito alcune indiscrezioni sulla bozza di accordo: all’Iran andrebbe la gestione dello stretto di Hormuz e riceverebbe entro due mesi 12 miliardi di dollari di suoi beni scongelati. Si tratterebbe di un accordo preliminare che al momento non è ufficiale, messo a punto con l’aiuto del Pakistan. Tra i punti più importanti della bozza ci sarebbe “la ridefinizione delle regole di transito nello Stretto di Hormuz. In base a questa bozza, la Repubblica Islamica dell’Iran verrebbe riconosciuta come autorità esclusiva nella determinazione della natura delle imbarcazioni in transito”. Gli Stati Uniti si impegnerebbero a garantire, entro un periodo di 60 giorni, “l’accesso dell’Iran a circa 12 miliardi di dollari dei propri asset”, ha detto la tv iraniana, da utilizzare “liberamente”.
HEGSETH: “SE IRAN NON RINUNCIA ALLE ARMI NUCLEARI, LA GUERRA RIPRENDERÀ”
“Qualsiasi accordo sarà un buon accordo”. È così Pete Hegseth ha commentato la situazione attuale, a meno di 24 ore dal vertice nella Situation Room alla Casa Bianca. Mentre permane il silenzio sui possibili accordi tra Iran e Stati Uniti, il segretario alla Difesa americano è volato a Singapore per prendere parte, allo Shangri-La Dialogue, il forum annuale più importante sulla sicurezza in Asia. Secondo la Cnn, Hegseth ha affermato di aver sentito il presidente Trump: “Voleva che ribadissi quanto sia paziente nell’assicurare che, con l’America impegnata in un’impresa storica di questo genere, qualsiasi accordo debba essere un buon accordo, un grande accordo”.
Il capo del Pentagono ha spiegato, inoltre, che gli Stati Uniti hanno tutta l’intenzione di rimanere fedeli ai loro obblighi sulla sicurezza internazionale, per questo motivo, se l’Iran non rinuncerà all’arma nucleare, da Washington sono pronti a riprendere la guerra, sottolineando che le scorte di armi sono sufficienti per portare a termine il lavoro.
REZAEI: “TRUMP STA TRADENDO LA DEMOCRAZIA PER LA TERZA VOLTA”
Intanto su X, le parole del consigliere del leader supremo iraniano ed ex comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, Mohsen Rezaei, non fanno ben sperare sui negoziati: “Come previsto, il presidente degli Stati Uniti sta tradendo la diplomazia per la terza volta. Continuando l’assedio navale e avanzando pretese eccessive nei negoziati, ha dimostrato più che mai di non essere incline al negoziato e di perseguire altri obiettivi”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

