Garlasco, l’avvocato di Sempio ha spiegato che il 38enne non si sottoporrà all’accertamento psichiatrico chiesto dalla Procura. La difesa contesta i tempi della consulenza
Andrea Sempio non si farà analizzare dallo psichiatra nominato dalla Procura di Pavia che nei giorni scorsi (un po’ a sorpresa) ha ordinato una perizia psichiatrica per il 38enne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007 a Garlasco, per valutare il suo stato mentale e l’eventuale pericolosità sociale. Per la consulenza, gli inquirenti avevano nominato lo psichiatra Roberto Catanesi, incaricato di tracciare un profilo psichiatrico di Sempio.
Ma la difesa ha deciso di non far sottoporre Sempio a questa valutazione: lo ha annunciato a Quarto Grado su Rete4 l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste il 38enne insieme ad Angela Taccia. Come mai? Perchè si tratta di un accertamento che andrebbe fatto non ora, ma un domani, solo dopo che venga deciso che Sempio è colpevole.
Cataliotti, a Quarto grado, lo ha spiegato così: “Ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica. Noi crediamo che l’accertamento dei fatti e le prove dei fatti debbano presiedere a una valutazione personologica, a maggior ragione se riguarda eventuali ipotesi di patologie che potrebbero essere sbandierate all’opinione pubblica senza una responsabilità per il fatto. Prima il fatto e poi tutte le valutazioni del caso”.
Cosa doveva accertare la perizia di analisi su Sempio? La Procura, nei quesiti affidati al consulente, chiedeva di verificare la sussistenza di “condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere”, la presenza di eventuali disturbi rilevanti sul giudizio di imputabilità e, infine, “l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale“. Una valutazione che potrebbe evitare il carcere a Sempio in caso di condanna.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

