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Giuseppe Miccoli nelle radio e in digitale con “Plastica”

musica

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali e store online “Plastica”, il nuovo singolo di Giuseppe Miccoli, prodotto e arrangiato da Guido Guglielminetti

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali e store online “Plastica”, il nuovo singolo di Giuseppe Miccoli, prodotto e arrangiato da Guido Guglielminetti.

Con una scrittura intensa, diretta e profondamente visiva, Giuseppe Miccoli utilizza la plastica per raccontare persone, luoghi e destini. Una presenza costante che attraversa le periferie del mondo, il mare e le fragilità umane.

La produzione accompagna il brano con un’atmosfera sospesa e malinconica, capace di trasformare la canzone in una sorta di reportage poetico contemporaneo, dove il realismo sociale incontra una dimensione emotiva e cinematografica.

Ad arricchire il brano contribuiscono musicisti di grande esperienza: il pianoforte di Carlo Gaudiello, il basso di Guido Guglielminetti e la batteria di Elio Rivagli, che donano alla composizione profondità, tensione emotiva e respiro sonoro.

Registrato nel 2025 presso il PSR Factory Studio di Peveragno (CN), “Plastica” è un brano che unisce impegno, poesia e ricerca musicale, trasformando una tematica contemporanea in un racconto universale sulla fragilità umana.

Quattro punti di vista

Nella prima parte del brano la plastica diventa sopravvivenza urbana. Il protagonista è un raccoglitore di rifiuti, un chopchilar di Istanbul, che vive tra i bidoni dei bar e le salite della città. La plastica è ciò che gli resta, ciò che gli permette di sopravvivere, ma anche ciò che gli nega dignità.

Nella seconda parte la plastica diventa infanzia spezzata. Un bambino nelle discariche brasiliane impara a leggere attraverso confezioni e flaconi pubblicitari abbandonati. La plastica diventa il suo unico libro, il suo unico tetto, il suo unico orizzonte. Una delle immagini più forti e struggenti dell’intera composizione.

Nella terza parte la plastica si trasforma in tragedia ambientale. La voce narrante diventa quella di un delfino che schiva bicchieri, etichette e rifiuti nel mare. Un’immagine poetica e devastante allo stesso tempo, che restituisce tutta la fragilità dell’equilibrio naturale.

Infine, nell’ultima parte del brano, la plastica diventa abisso interiore. Il protagonista è un uomo comune che ha perso gli affetti, il senso delle cose e sé stesso. Non distingue più una lattina da una donna di plastica: la plastica diventa solitudine, alienazione, autodistruzione.

Elemento comune dell’intera canzone è il mare, luogo simbolico di purezza e rinascita, punto da cui ripartire non solo dal punto di vista ambientale, ma anche umano, psicologico e morale.

La cover

La cover del singolo è stata realizzata dal fumettista e illustratore Nedeljko Bajalica. Una potente illustrazione visionaria, sospesa tra denuncia ambientale e dimensione onirica. Realizzata in bianco e nero, l’opera mette in scena un paesaggio sommerso dove natura, musica e detriti convivono in un equilibrio fragile e inquietante.  Il contrasto tra il bianco e nero del disegno e il titolo “Plastica” in un acceso colore magenta rende ancora più forte il conflitto tra naturale e artificiale, tra memoria e consumo, tra vita e scarto.

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