Nuovi farmaci contro l’obesità, retatrutide segna una svolta: in fase 3 registrata una perdita di peso fino al 28,3%
Lilly alza ancora l’asticella nella corsa globale ai farmaci anti-obesità. Retatrutide, il nuovo triplo agonista GIP/GLP-1/glucagone sviluppato dall’azienda americana, ha mostrato una riduzione media del peso corporeo fino al 28,3% dopo 80 settimane di trattamento nello studio pivotale di fase 3 TRIUMPH-1, risultato che si avvicina agli effetti ottenuti con la chirurgia bariatrica.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, il trial ha coinvolto 2.339 adulti con obesità o sovrappeso associato ad almeno una comorbidità correlata al peso, ma senza diabete. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere diverse dosi di retatrutide oppure placebo. Tutti i dosaggi hanno raggiunto gli endpoint primari e secondari dello studio, mostrando una perdita di peso clinicamente significativa.
Il dato più impressionante riguarda il dosaggio da 12 mg: i pazienti hanno perso in media il 28,3% del peso corporeo, pari a circa 32 kg (70,3 libbre). Anche i dosaggi inferiori hanno mostrato risultati molto rilevanti: -25,9% con 9 mg e -19% con 4 mg, contro il -2,2% osservato nel gruppo placebo.
Quasi la metà dei pazienti trattati con la dose più alta (45,3%) ha raggiunto una perdita di peso pari o superiore al 30%, mentre il 65,3% è sceso sotto la soglia di BMI 30, uscendo quindi dalla definizione clinica di obesità. Ancora più significativo il dato relativo ai pazienti con obesità grave (BMI ≥40): oltre un terzo non rientrava più in questa categoria dopo il trattamento.
Il “triple-G” tre azioni in un solo farmaco
Retatrutide viene definito un farmaco “triple-G” perché agisce contemporaneamente su tre diversi recettori metabolici: GLP-1, GIP e glucagone. Il recettore GLP-1 è quello già noto per i farmaci anti-obesità di nuova generazione perché rallenta lo svuotamento gastrico, aumenta il senso di sazietà e riduce l’appetito agendo a livello centrale sul cervello. Il GIP, oltre a potenziare la secrezione insulinica dopo i pasti, sembra migliorare ulteriormente l’effetto del GLP-1 sulla perdita di peso e sulla regolazione metabolica, contribuendo anche a ridurre alcuni effetti gastrointestinali.
La vera novità di retatrutide rispetto ai doppi agonisti come tirzepatide è però l’attivazione del recettore del glucagone: questo ormone, tradizionalmente associato all’aumento della glicemia, stimola anche il consumo energetico, la lipolisi e l’ossidazione dei grassi, aumentando quindi il dispendio calorico dell’organismo. In pratica il farmaco non si limita a far mangiare meno il paziente, ma punta anche a far “bruciare” più energia.
È proprio la combinazione tra riduzione dell’introito calorico e incremento del metabolismo energetico che potrebbe spiegare i livelli di perdita di peso osservati negli studi clinici, superiori a quelli ottenuti finora con molti agonisti GLP-1 tradizionali.
“Non avevamo mai visto questo livello di perdita di peso con farmaci di questo tipo”, ha commentato Dan Skovronsky, chief scientific and product officer di Lilly, sottolineando come il farmaco possa offrire approcci terapeutici più personalizzati in base agli obiettivi dei pazienti.
Anche Kenneth Custer, presidente di Lilly Cardiometabolic Health, ha evidenziato come i risultati ottenuti con la dose più alta siano “storicamente associati alla chirurgia bariatrica”.
Efficacia prolungata oltre i due anni
Lo studio prevedeva anche un’estensione di 24 settimane per una parte dei partecipanti con BMI ≥35. I risultati mostrano che la perdita di peso è proseguita oltre le 80 settimane: -30,3% con 12 mg, -29,5% con 9 mg, -27,9% con 4 mg a 104 settimane.
Un dato che rafforza l’ipotesi di un effetto duraturo del trattamento nel lungo termine.
Sicurezza: eventi gastrointestinali frequenti ma attesi
Sul fronte della sicurezza, il profilo di tollerabilità appare in linea con quello già osservato con gli agonisti incretinici. Gli eventi avversi più comuni sono stati gastrointestinali:
• nausea nel 42,4% dei pazienti trattati con 12 mg,
• diarrea nel 32%,
• stipsi nel 26,1%.
È stata inoltre osservata disestesia nel 12,5% dei pazienti trattati con il dosaggio più elevato, contro lo 0,9% del placebo.
I tassi di interruzione per eventi avversi sono risultati superiori al placebo nei gruppi 9 mg e 12 mg, mentre con il dosaggio da 4 mg l’abbandono dello studio è stato inferiore al placebo.
La nuova guerra globale dell’obesità
I risultati di TRIUMPH-1 consolidano ulteriormente la posizione di Lilly nel mercato dell’obesità, oggi considerato uno dei settori più promettenti dell’industria farmaceutica globale. Dopo il successo commerciale di tirzepatide e l’approvazione della pillola orale Foundayo, retatrutide rappresenta la nuova generazione delle terapie metaboliche.
Il mercato, tuttavia, diventa sempre più competitivo. Novo Nordisk continua a presidiare il settore con Wegovy, mentre diversi competitor stanno sviluppando farmaci multi-agonisti di nuova generazione.
Secondo gli analisti, il valore globale del mercato dei farmaci anti-obesità potrebbe superare i 150 miliardi di dollari entro il 2035.

