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NASA: presentato il programma “Ignition Moon Base”, abitazioni semi-permanenti entro il 2032

nasa paesaggio lunare

Trump vuole gli americani sulla Luna prima della fine del suo mandato, nel 2029

Una vista del lato visibile della Luna, il lato che vediamo sempre dalla Terra. (Crediti NASA)

La NASA ha presentato i dettagli del programma Ignition Moon Base: moduli di atterraggio robotici, droni saltellanti, rover, infrastrutture energetiche nucleari e solari, abitazioni semi-permanenti al Polo Sud entro il 2032. Venti miliardi di dollari. Tre fasi. Venticinque lanci. Quattro tonnellate di carico.

Blue Origin, Intuitive Machines e Astrobotic si sono aggiudicate i contratti per costruire le macchine. L’amministratore Jared Isaacman ha dichiarato che gli Stati Uniti “non rinunceranno mai più alla Luna”.

La Cina intanto procede con metodo verso un allunaggio umano entro il 2030. Lunedì ha lanciato la Shenzhou-23 verso la stazione Tiangong. Trump vuole gli americani sulla Luna prima della fine del suo mandato, nel 2029.

La NASA è sotto pressione per sembrare in vantaggio. “Mi sembra che si senta in una posizione in cui deve iniziare a dire di avere dei piani”, ha osservato alla BBC il dottor Simeon Barber, scienziato lunare della Open University. “C’è una forte spinta politica dietro tutto questo.”

Il nodo critico resta il veicolo di atterraggio umano: lo Starship Human Landing System di SpaceX, su cui la NASA conta, ha accumulato intoppi e ritardi. Senza quello, le basi, i reattori a fissione e i rover rimangono disegni di artisti. “Il passaggio più critico”, ha ricordato Barber, “è riuscire a far atterrare gli astronauti sulla superficie.” Ad aprile la missione Artemis II ha portato quattro astronauti in orbita lunare, un risultato reale, non trascurabile.

Il Polo Sud della Luna ha le sue ragioni scientifiche: acqua ghiacciata utilizzabile come risorsa, possibile trampolino verso Marte. La base che la NASA immagina non è fantascienza, è ingegneria costosa e politicamente fragile. Il lander Endurance di Blue Origin dovrà effettuare atterraggi autonomi su terreno impervio. Il Griffin-1 di Astrobotic punterà al cratere Nobile. I droni del programma MoonFall mapperanno quello che nessun veicolo ha ancora visto da vicino.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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