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Giornata dell’Igiene Mestruale, 9 donne su 10 hanno vissuto un imprevisto legato al ciclo

ciclo mestruale

Initial, leader mondiale in servizi e soluzioni per l’igiene e il benessere fuori casa, accende i riflettori sull’importanza di ambienti più inclusivi e attrezzati

Una riunione importante, una giornata di studio in università, un viaggio atteso da tempo o una semplice commissione fuori casa. Basta un attimo perché il ciclo mestruale si trasformi da routine a fonte di stress. E succede molto più spesso di quanto si pensi.

In occasione della Giornata Internazionale dell’Igiene Mestruale del 28 maggio Initial, azienda leader nei servizi per l’igiene e il benessere fuori casa, ha interrogato la sua community sugli imprevisti legati alla gestione del ciclo fuori casa. L’insight che ne è derivato è chiaro: per moltissime donne, il discomfort mestruale è ancora un’esperienza quotidiana. 

La Ricerca Dignity 2026

Secondo la ricerca, infatti, quasi 9 donne su 10 hanno vissuto almeno un imprevisto legato al ciclo fuori casa. E non si tratta di episodi isolati: solo il 10% afferma di aver vissuto un momento di imprevisto nella propria vita, per il 43% gli episodi sono stati due o tre, mentre la maggioranza delle intervistate (47%) ne ricorda addirittura più di tre, a conferma di quanto il problema sia ricorrente.

Oltre alla frequenza, anche i contesti raccontano bene quanto questi episodi siano parte integrante della vita quotidiana. Tra gli ambienti in cui si sono verificati gli imprevisti la maggioranza delle rispondenti evidenzia i luoghi pubblici, come cinema o centri commerciali, seguiti da uffici e stazioni, autogrill e aeroporti durante un viaggio. Anche la scuola e l’università si confermano spazi critici rispettivamente per il 39% e il 35% del campione. Questo scenario mostra come il disagio legato al ciclo possa emergere in qualsiasi luogo e in ogni momento della giornata, influenzando studio, lavoro e relazioni sociali.

I racconti

“Ero a scuola, il ciclo è arrivato in anticipo e non avevo con me gli assorbenti. Ho aspettato chiusa in bagno finché un insegnante, preoccupata, non è venuta a controllare. Mia mamma ha dovuto prendere permesso al lavoro per portarmi a casa”.

“Primo giorno di università della mia vita, avrei voluto seguire tutte le lezioni ma all’improvviso mi è arrivato il ciclo. Non avevo con me assorbenti e sono dovuta tornare a casa”.

Sono solo alcune delle “Storie di Discomfort” raccolte nella survey che evidenziano un dato chiaro: l’87% delle rispondenti ha identificato come principale causa dell’emergenza l’arrivo non previsto delle mestruazioni, seguito dalla dimenticanza di assorbenti (35%) e dalla mancanza di prodotti disponibili nei bagni (39%)

“Ero a un concerto e mi è arrivato il ciclo all’improvviso. Corro quindi in bagno e chiedo un assorbente a tutta la fila. Dopo vari tentativi ne trovo finalmente uno! Lo metto, metto la felpa attorno alla vita per nascondere la macchia. Mi rituffo in mezzo al concerto e, nonostante il grande disagio, faccio di tutto per godermi il concerto e non pensarci!”

Quando l’imprevisto accade, è infatti la solidarietà femminile la prima risorsa. Il 70% delle donne dichiara di aver chiesto aiuto a un’amica o collega, mentre il 63% ha improvvisato soluzioni di emergenza “creative”. Più difficile invece rivolgersi a persone sconosciute: solo il 9% si sente a proprio agio nel farlo, sintomo che le mestruazioni continuano a essere percepite come un limite e, nonostante le nuove generazioni si sentano sempre più libere nel parlarne, il ciclo rimane spesso un tabù.

Disagio, imbarazzo, stress, frustrazione e ansia sono solo alcune delle sensazioni più frequentemente provate dalle rispondenti in occasione di episodi simili. Non sorprende quindi che molte donne modifichino concretamente le proprie abitudini: il 41% ha cambiato i propri piani dopo un episodio di emergenza mestruale, il 32% ha lasciato il luogo in cui si trovava e il 17% ha addirittura evitato interazioni sociali per non rischiare di incorrere in un imprevisto.

Queste esperienze lasciano spesso un segno anche nel lungo periodo: l’82% oggi porta sempre con sé prodotti per il ciclo, mentre il 5% evita persino di uscire quando teme di potersi trovare in situazioni di disagio. La ricerca evidenzia però anche una soluzione concreta.

1 donna su 2 sostiene che un ambiente meglio attrezzato avrebbe ridotto significativamente il disagio vissuto. E il dato più netto riguarda proprio la presenza di assorbenti accessibili nei bagni: l’82% degli intervistati ritiene molto utile trovare prodotti gratuiti e facilmente disponibili fuori casa.” Commenta Maria Francesca Torriani, Marketing & Sales Excellence Manager Rentokil Initial Italia “Questa nuova ricerca ci conferma quanto servizi come Dignity possano avere un impatto concreto sul benessere, sul comfort e sul senso di inclusione delle persone. È per questo che noi di Rentokil Initial ci impegniamo non solo per abbattere un tabù, ma per fornire una soluzione concreta affinché il benessere mestruale trovi spazio e supporto in ogni ambiente fuori casa.”

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