“La peste”, il nuovo singolo di EMAN, disponibile su tutte le piattaforme digitali (Etichetta Mazinga Dischi / Distribuzione Believe)
Dopo l’accoglienza di “Luce dalle crepe”, EMAN prosegue il suo viaggio d’esplorazione dell’animo umano con il secondo singolo, “La peste”. Se nel brano precedente il dolore era inteso come varco e possibilità, qui il cantautore calabrese si sposta su un terreno più denso e viscerale, utilizzando la metafora della malattia per affrontare un tema universale e spesso taciuto: la depressione.
“La peste” non è una diagnosi, ma una condizione esistenziale. È il racconto di tutto ciò che arriva senza bussare — perdite, silenzi, allontanamenti — trasformando il quotidiano in un luogo estraneo. Riprendendo la suggestione di Camus, EMAN descrive una città interiore che si svuota mentre il mondo fuori continua a sorridere, indifferente. È un brano che vive di dualità: la sensazione di essere contemporaneamente trattenuti e liberati, la stanchezza che precede la consapevolezza e quel senso di essere sempre “un passo indietro” rispetto alle cose che contano.
La produzione, affidata a Ivan A. Rossi, traduce queste tensioni in un arrangiamento stratificato dove gli archi (curati insieme a Lorenzo Di Blasi) conferiscono una solennità malinconica, mentre la sezione ritmica e le chitarre sostengono una narrazione che culmina in un finale di apertura e speranza ostinata.

