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Iran-Usa, Rubio: “Vogliamo raggiungere un buon accordo”, Teheran: “Non c’è accordo imminente”

Marco Rubio, segretatio di stato Usa (Foto by The White House)

“Abbiamo sul tavolo qualcosa che ritengo piuttosto solido in termini di capacità di aprire lo stretto” di Hormuz, ha detto il segretario di stato Usa ai giornalisti

Lo stato dei negoziati tra Washington e Teheran resta appeso ai leak e alle traduzioni delle versioni ufficiali. C’è un “accordo di principio” annunciato da un funzionario americano anonimo al New York Times, più o meno smentito nei fatti dallo stesso Trump, che ha invitato i suoi negoziatori a non “affrettare la conclusione” delle trattative.

Le parole di Rubio

“Oraggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un’altra soluzione. Preferiremmo raggiungere un buon accordo”: lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, riferendosi alla possibilità di un accordo tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente, stando a quanto riportato da alcuni media, tra cui Al Jazeera e la tv indiana Ndtv.

“Pensavamo di avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, ma non darei troppo peso alla cosa. Abbiamo sul tavolo qualcosa che ritengo piuttosto solido in termini di capacità di aprire lo stretto” di Hormuz, ha detto ai giornalisti mentre lasciava Nuova Delhi, in India, dove si è recato in visita ufficiale si legge sul Times of Israel.

La versione iraniana

Per Teheran, con Washington hanno raggiunto intese su molte questioni nel corso dei colloqui, ma “non c’è un accordo imminente, nessuno può fare una simile affermazione“.

“È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei – Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente…

Intanto, Mojtaba Khamenei, Guida suprema iraniana, è nascosto in una località segreta, con scarso accesso al mondo esterno e raggiungibile solo attraverso una rete di corrieri creata per tenerlo al sicuro. Secondo quanto riferito da fonti di intelligence a CBS, i funzionari iraniani incaricati di negoziare con l’amministrazione Trump stanno incontrando difficoltà di comunicazione con la leadership del Paese, rendendo la trattativa più lenta. Molti sono da settimane in bunker fortificati, evitando comunicazioni dirette se non strettamente necessarie

I punti cardine dell’intesa ipotetica sono la riapertura dello Stretto di Hormuz e lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito iraniano. Su quest’ultimo punto, però, le parti divergono ancora: Trump vuole che gli Stati Uniti sequestrino il materiale; Teheran non ha commentato pubblicamente nulla. Tre funzionari iraniani, anch’essi anonimi, hanno ridimensionato la portata dell’accordo: si tratterebbe solo di un impegno a negoziare le questioni nucleari entro trenta-sessanta giorni. La moratoria sull’arricchimento, che Washington aveva a lungo richiesto per almeno vent’anni, per ora non è sul tavolo.

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