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Vergogna a Parma: due professori accerchiati e picchiati da un gruppo di giovani studenti

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Parma, due professori aggrediti e picchiati da un gruppo giovani studenti. Il ministro Crosetto su X: “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri”

Presi di mira e aggrediti mentre il tutto veniva ripreso dai cellulari. Attimi di paura per due docenti dell’Itis Leonardo Da Vinci di Parma picchiati da un gruppo di giovani studenti all’interno del parco ex Eridania. In un video circolato online e condiviso da più profili, la scena appare chiara: i due professori vengono inseguiti e presi a calci tra le risate di chi assiste.

Uno dei prof, a seguito di una colluttazione, finisce per terra, mentre un altro ragazzo lo prende a bastonate. “Ma siete matti?”, grida il primo docente. A placare gli animi l’intervento un terzo professore che avvisa il gruppo dell’intenzione di chiamare le forze dell’ordine. Come riferisce il Corriere della Sera, i docenti, però, hanno scelto che non sporgeranno denuncia.

CROSETTO: “CONSEGUENZE SIANO DURE”

Su X, il ministro della Difesa Crosetto ha commentato la vicenda: “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri. Non solo nella condanna, che è scontata e doverosa, ma nelle conseguenze per tutti questi ragazzi: chi ha agito, chi ha incitato, chi ha riso, chi ha condiviso. Devono capire la gravità del gesto e pagarne le conseguenze in modo che altri capiscano che lo Stato non può accettare la violenza verso nessuno ma ancor di più verso chi lo serve, come un professore”.

IL SINDACATO GILDA DEGLI INSEGNANTI: “LA VIOLENZA NON DEVE DIVENTARE LA QUOTIDIANITÀ”

“Non chiamateli studenti, ma delinquenti e come tali vanno trattati” Così il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana in una dichiarazione pubblicata sul profilo Facebook del sindacato. “Non si può e non si deve far finta di nulla, la violenza sugli insegnanti non deve diventare la quotidianità, si deve agire parallelamente punendo chi si rende protagonista di violenza e lavorando perché questi episodi non avvengano– si legge ancora-. Si deve restituire realmente autorevolezza alla scuola, con seri investimenti, restituendo realmente la libertà di insegnamento ai docenti senza continue ingerenze da parte dei genitori e anche di taluni dirigenti nella didattica, la scuola deve ritornare ad essere il luogo della crescita delle future generazione e non si deve continuamente sostituire alle tante e troppe istituzioni dello stato assenti”

CGIL: “CLIMA SEMPRE PIÙ DIFFUSO DI VIOLENZA E INTIMIDAZIONE. SERVE RISPOSTA EDUCATIVA, NON SECURITARIA”

La Flc Cgil Emilia-Romagna “esprime forte preoccupazione”. In una nota, il sindacato sottolinea: “Al di là della dinamica specifica, ciò che colpisce è il clima sempre più diffuso di violenza e intimidazione che attraversa pezzi della società e che troppo spesso vede coinvolti giovanissimi. Un fenomeno che non può essere liquidato come semplice ‘devianza’ o ridotto a fatto di cronaca“.

Da tempo, scrivono dalla Flc regionale, “assistiamo a una crescita del disagio sociale ed educativo, aggravato dall’impoverimento culturale, dalla marginalità, dalla solitudine relazionale e dalla progressiva riduzione degli spazi di aggregazione pubblici: in questo contesto la scuola resta spesso uno dei pochi presidi educativi, ma viene lasciata sempre più sola anche per effetto dei continui tagli che rendono difficile affrontare questi problemi”.

Nell’esprimere “piena solidarietà” ai docenti aggrediti, la segretaria generale Monica Ottaviani dichiara che “non servono solo risposte emergenziali o securitarie, ma occorre riaprire una discussione seria sul ruolo dell’istruzione, delle politiche sociali, della prevenzione e della costruzione di comunità educanti”.

Servono, secondo Ottaviani, “investimenti nella scuola pubblica, nei servizi territoriali, nei luoghi di socialità e nelle politiche rivolte ai giovani, e servono supporti anche di natura psicologica, presidi all’interno delle scuole e un confronto con la comunità educante, troppo spesso vituperata e bypassata”.

Invece, allarga le braccia la segretaria della Flc Cgil regionale, “da anni la scuola continua a subire tagli, riduzioni di organico e disinvestimenti proprio mentre aumentano le fragilità sociali e il disagio giovanile: si chiede alla scuola di arginare solitudine, violenza e marginalità, ma senza garantirle investimenti adeguati, stabilità e riconoscimento del proprio ruolo sociale”.

Per la dirigente sindacale, “la normalizzazione della violenza, della sopraffazione e dell’umiliazione dell’altro rappresenta un problema democratico e culturale che riguarda tutti, ed è urgente una risposta collettiva che rimetta al centro educazione, inclusione, rispetto, coesione sociale e il rilancio della scuola pubblica come presidio democratico fondamentale del Paese”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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