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Missili e droni su Kiev e altre città ucraine: morti e centinaia di feriti

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Pesanti bombardamenti russi: secondo il bilancio ufficiale fornito dalle autorità locali e confermato dal presidente Volodymyr Zelenskyy, solo a Kiev si registrano al momento due morti e 69 feriti

Una delle più pesanti ondate di bombardamenti russi degli ultimi mesi ha colpito nella notte tra sabato e domenica Kiev e altre città ucraine. Il raid si è concentrato prevalentemente sulla capitale, prendendo di mira infrastrutture civili, scuole e complessi residenziali. Secondo il bilancio ufficiale fornito dalle autorità locali e confermato dal presidente Volodymyr Zelenskyy, nella sola capitale si registrano al momento due morti e 69 feriti.

L’attacco giunge nel pieno di una nuova escalation diplomatica e militare, seguita alle accuse del Cremlino su un bombardamento ucraino nei territori occupati del Luhansk. Sull’episodio è intervenuta con una nota di ferma condanna la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI: “GUERRA DI AGGRESSIONE DA OLTRE QUATTRO ANNI”

“Esprimo ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina, con il progressivo innalzamento del livello degli armamenti utilizzati – ha dichiarato Giorgia Meloni – . La nostra solidarietà va alla popolazione ucraina, che da oltre quattro anni subisce le drammatiche conseguenze di questa guerra di aggressione. Continueremo a lavorare con determinazione insieme ai partner europei e internazionali per favorire il percorso verso una pace giusta e duratura”.

IL BILANCIO DEI DANNI A KYIV: DISTRUTTI I MUSEI E LA SEDE DELLA TV TEDESCA

I vettori russi hanno causato gravi distruzioni nel centro urbano di Kiev. Oltre ai danni registrati su diversi edifici residenziali e istituti scolastici, i bombardamenti hanno colpito direttamente il patrimonio storico e i presidii di informazione della città. Le fiamme hanno completamente distrutto uno dei più antichi mercati alimentari della capitale, mentre l’impatto dei missili ha di fatto rasato al suolo il Museo di Chernobyl e provocato gravissimi danni strutturali all’edificio del Museo Nazionale d’Arte. L’offensiva pesante ha coinvolto anche i media internazionali, colpendo e parzialmente sventrando il palazzo che ospita l’ufficio di corrispondenza della radiotelevisione pubblica tedesca ARD.

LA TESI DELLA RITORSIONE: IL GIALLO DEL DORMITORIO DI STAROBILSK

L’attacco combinato su Kyiv rappresenta la risposta diretta di Mosca a un bombardamento ucraino avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì a Starobilsk, città della regione di Luhansk sotto il controllo russo. Il presidente russo Vladimir Putin ha accusato Kiev di aver utilizzato droni per colpire la facoltà di Pedagogia e un adiacente edificio di cinque piani che, secondo la versione del Cremlino, ospitava provvisoriamente un dormitorio studentesco con 86 minori all’interno. Il bilancio fornito dai russi è di 21 morti e 42 feriti.

Venerdì la Russia ha ottenuto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusando formalmente l’Ucraina di crimini di guerra per il tramite del proprio rappresentante Vasilij Nebenzja.

LA VERSIONE DI KIEV E LO STALLO DELLE VERIFICHE ONU

La ricostruzione fornita dallo stato maggiore ucraino differisce radicalmente da quella russa. Kiev ha ammesso di aver condotto un attacco missilistico mirato nell’area di Starobilsk, ma ha smentito la presenza di civili all’interno del perimetro. Secondo i comandi ucraini, la struttura sventrata non era affatto un dormitorio scolastico attivo, bensì il quartier generale logistico e operativo di un’unità russa speciale addetta alla gestione e al controllo dei droni da ricognizione.

Rimane l’impossibilità di una verifica indipendente. Le Nazioni Unite si sono dichiarate allarmate dalle notizie sul possibile coinvolgimento di minorenni, ma hanno formalmente precisato di non essere in grado di verificare le accuse di Mosca. La forte censura applicata dal governo russo e il totale divieto di accesso alle regioni occupate impediscono infatti a giornalisti terzi e osservatori internazionali di accertare la reale natura dell’edificio colpito nel Luhansk prima del raid di rappresaglia su Kyiv.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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