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Biomateriali prodotti in orbita: ecco GeneCell

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Biomateriali prodotti in orbita: ecco GeneCell, il progetto campano che guarda alle missioni nello spazio

Realizzare un sistema sperimentale automatizzato per la produzione di biocellulosa batterica in condizioni di microgravità per produrre materiali funzionali in ambienti estremi, come lo spazio, riducendo la dipendenza da risorse esterne. È il focus di GeneCell, progetto primo classificato nella graduatoria del bando Aerospazio della Regione Campania che sarà presentato a Napoli nel corso della prossima edizione di Innovation Village, il 28 e 29 maggio 2026.

GeneCell prevede un sistema modulare, scalabile e controllabile da remoto, di biostampa, consentendo la crescita, la raccolta e lo stoccaggio dei biofilm di cellulosa in ambiente spaziale. Una tecnologia pensata per ottimizzare spazi, processi e materiali, riducendo la necessità di trasportare risorse dalla Terra. Una tecnologia, quella della biostampa 3D controllabile da remoto, che potrà avere anche applicazioni di grande interesse in ambito industriale, a terra.

GeneCell nasce da un’aggregazione di imprese innovative campane: Sautech, capofila del progetto, azienda di Cava de’ Tirreni specializzata nell’integrazione di sistemi per l’automazione e il controllo di processo; Medaarch, attiva nella manifattura avanzata e nel design computazionale; Knowledge for Business, con il laboratorio BIOlogic, recentemente riconosciuto dal MUR tra i laboratori pubblico-privati inseriti nell’Anagrafe Nazionale della Ricerca.

La nanocellulosa batterica è già una realtà in fase di pre-industrializzazione: nel 2025 è stata utilizzata anche dal Teatro di San Carlo per parte dei costumi di scena della Salomè. A partire da alcune ricerche dell’ESA, che ne hanno evidenziato il potenziale per l’esplorazione spaziale per il suo carattere generativo e per alcune proprietà protettive intrinseche, si è aperta una nuova linea di sperimentazione che oggi trova uno sbocco concreto nel progetto GeneCell.

L’iniziativa si avvale della collaborazione scientifica del Distretto Aerospaziale della Campania e del CRIB, Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Biomateriali dell’Università Federico II di Napoli. Responsabile scientifico è il professor Paolo Antonio Netti.

“GeneCell mette insieme competenze industriali, ricerca sui biomateriali e manifattura avanzata per affrontare una delle sfide dell’esplorazione spaziale: produrre materiali funzionali in ambienti estremi, riducendo la dipendenza da risorse esterne”, afferma Netti. “La biocellulosa batterica è un materiale promettente e il progetto consentirà di sviluppare un sistema sperimentale capace di operare in condizioni complesse”.

Il principale risultato atteso sarà un prototipo completo per la miscelazione, la crescita e il recupero controllato di campioni biologici, con moduli dedicati alla preparazione del substrato, allo stoccaggio dei biofilm e alla gestione del materiale generato.

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